Guerra di secessione in America e schiavitù

Nel XIX secolo vi fu, fuori dell’Europa, un altro avvenimento importante da ricordare.
Dopo la loro costituzione, gli Stati Uniti d'America ebbero uno sviluppo economico e industriale eccezionale, favorito anche dalla disponibilità di risorse di ogni genere (legno, metalli, carbone, petrolio) offerte dall’immenso territorio.
Nelle regioni agricole degli Stati Uniti si era diffusa la triste abitudine di adibire al lavoro dei campi gli schiavi razziati sulle coste africane e venduti da negrieri (mercanti di schiavi) senza scrupoli e senza cuore.
Tutto ciò aveva provocato la presenza negli Stati Uniti di decine di migliaia di negri, il cui numero si moltiplicò nel tempo, dando origine ad una sterminata popolazione di colore oppressa, trattata nelle maniere più umilianti, segregata dalla popolazione bianca.
Nel XIX secolo vi furono negli Stati Uniti molti movimenti per l'abolizione dello schiavismo, autentica vergogna in una nazione moderna e nata per di più da principi democratici.
Ma l'opposizione all’abolizione della schiavitù fu fortissima da parte dei padroni di schiavi (che realizzavano enormi profitti sfruttando i negri) e dei razzisti (cioè coloro i quali non ammettevano alcuna uguaglianza fra bianchi e negri).
Si ebbe una gravissima tensione, con episodi drammatici. Nel 1859 venne impiccato dai razzisti a Charlestown in Virginia John Brown, un uomo che aveva dedicato la propria vita alla liberazione dei negri. Si crearono addirittura delle sette di razzisti, come il famoso Ku-Klux-Klan («clan del cerchio»: fu fondato nel 1865), che si resero responsabili di misfatti atroci (linciaggi, esecuzioni sommarie).
La tensione negli Stati Uniti aumentò col crescere di forza del movimento antirazzista. Famosi libri, come «La capanna dello zio Tom» della scrittrice Henriet Beker Stowe, alimentarono l’odio contro lo schiavismo e il razzismo.
Nel 1861 venne eletto presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln, il quale iniziò una crociata per l’abolizione della schiavitù. Una decina di Stati del Sud abitati da padroni di schiavi presero allora una decisione gravissima: si staccarono dalla Confederazione americana e si proclamarono indipendenti.
Lincoln dichiarò illegale la secessione e dichiarò la guerra agli stati ribelli, che si erano intanto uniti nella Confederazione del Sud, con presidente Jefferson Davis.

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