Giorgjo di Giorgjo
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Destra Storica

Era il periodo dei 15 anni di destra storica (1861-1876), che realizzò il pareggio del bilancio e l’Unità d’Italia del 1864 (III guerra d’indipendenza). Il potere esecutivo era del re, il potere legislativo spettava al senato e alla camera dei deputati; il potere giudiziario era affidato ai magistrati. Per combattere il problema dell’analfabetismo venne emanata la legge Casati, che prevedeva l’obbligo di frequentare i primi due anni di scuole elementari gratuitamente. Il pareggio del bilancio venne eseguito attraverso la riduzione della spesa pubblica. Gli uomini di questa nuova classe di governo provenivano per lo più dalla scuola cavouriana e la maggior parte di loro erano piemontesi: per questo motivo non conoscevano la realtà del sud.
Il nuovo stato che dovevano formare sarebbe dovuto essere liberale, laico, moderato e liberalista. E’ questo il motivo per cui accentrarono il potere, deludendo le aspettative di autonomia soprattutto del meridione. La nuova organizzazione dello Stato non fu quindi dovuta alle reali esigenze del paese, venne semplicemente attuata l’estensione del regno Sabaudo (regno dei Savoia) a tutta l’Italia. Il nuovo stato conquistò il Veneto (1864) e lo stato Pontificio (1870) e trasferì la capitale da Firenze a Roma. La Chiesa vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica del paese (Non expedit di Pio IX) nonostante lo Stato avesse riconosciuto alla chiesa una serie di libertà sancite dalla legge di Guarentigie (1871). Venne avviato lo sviluppo industriale, fu adottata una politica liberista e fu realizzata l’unificazione monetaria. Il pareggio del bilancio si raggiunse attraverso la tassa sul macinato (1875) che andava a colpire anche le classi sociali più povere.

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