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Nel periodo che va dal 1760 al 1830 la rivoluzione industriale si era tenuta solo in Inghilterra. Consapevoli del loro primato gli inglesi proibirono l’esportazione di macchinari, lavoratori formati e tecniche manufatturiere. Il monopolio inglese non poteva durare per sempre, soprattutto da quando alcuni britannici videro profique opportunità industriali all’estero, mentre gli uomini d’affari continentali hanno visto l’opportunità di importare il “know-how” inglese nei loro paesi. Due anglosassoni William e John Cockerill, portarono la Rivoluzione Industriale in Belgio inventando le officine meccaniche a Liège (c.a. 1807), e il Belgio fu il primo paese dell’Europa continentale ad essere trasformato economicamente. Come in Inghilterra anche il Belgio la rivoluzione era incentrata in ferro, carbone e tessili.
La Francia fu industrializzata più lentamente e meno a fondo rispetto a Inghilterra e Belgio. Mentre l’Inghilterra si stava stabilendo come leader industriale, la Francia era immersa nella sua rivoluzione, e l’incerta situazione politica scoraggiava da grossi investimenti nelle innovazioni industriali. Nel 1848 la Francia diventò una potenza industriale, ma nonostante una grossa crescita sotto il secondo impero, rimase dietro all’Inghilterra.

Gli altri paesi Europei rimasero molto indietro. La borghesia mancava di ricchezza, potere e opportunità rispetto alle loro controparti inglesi, belghe francesi. Anche le condizioni politiche delle altre nazioni hanno ostacolato l’espansione industriale. La Germania, per esempio, nonostante ampie risorse di carbone e ferro non cominciò la sua rivoluzione industriale fino a quando, nel 1870, non fu ottenuta l’unità nazionale. Una volta cominciata, la produzione industriale tedesca crebbe così in fretta che entro la fine del secolo ebbe già superato l’Inghilterra e divenne il leader mondiale nell’industria chimica. Anche il Giappone si unì alla rivoluzione industriale con sorprendente successo.
Le popolazioni dell’Europa Orientale erano ancora indietro all’inizio del 20° secolo. Così fu, fino a che il piano quinquennale dell’Unione Sovietica non la fece diventare la maggiore potenza industriale, riducendo in un paio di decadi di industrializzazione quello che l’Inghilterra aveva fatto in un secolo e mezzo. Nella seconda metà del 20 ° secolo la rivoluzione industriale raggiunse aree fino ad allora non industrializzate come la Cina e l'India.

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