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Le premesse culturali del risorgimento

Il termine Risorgimento che era già stato usato in passato indicava che la nazione italiana già esisteva e che quindi aveva solo il bisogno di essere risollevata liberandola dagli stranieri e portandola all’unità nazionale. Nel 1775 il gesuita Giorgio Bettinelli aveva pubblicato un’opera intitolata “Del Risorgimento d’Italia negli studi, nelle arti e nei costumi dopo il mille” ; dal titolo possiamo vedere che al termine si attribuiva solo in significato culturale. L’Italia non aveva mai formato uno stato unitario, infatti nelle medioevo era una solo una realtà geografica a cui Dante diede unità linguistica e chiese la pace tra gli italiani. L’Italia fu una realtà letteraria e rimase così anche nei secoli successivi. Fu un importante punto di partenza tra la fine del ‘700 e nell’ ‘800 per gli scrittori che chiedevano che l’Italia diventasse unita anche politicamente. Nel 1796 con la rivoluzione francese e la discesa di Napoleone in Italia, in Lombardia fu bandito un concorso su quale dei governi convenisse alla felicità dell’Italia. Melchiorre Gioia vinse il concorso e indicò come fattori unitari dell’Italia la geografia, la religione, i costumi e la lingua

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