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-La Figura dell’Esercito-

In ogni Stato organizzato secondo la Monarchia Assoluta era presente un Esercito, solitamente numeroso ed efficiente.
Infatti, possedere un buon Esercito significava poter eseguire operazioni di Polizia interna, avere possibilità di conquistare nuove terre, nuovi sudditi e nuovi tributi.
I Re attraverso i propri Eserciti volevano trasmettere al Popolo di essere i Signori della Guerra e della Pace, capaci di compiere azioni che portano loro Gloria e Fama, le due principali Virtù Militari.
Per queste ragioni i Re erano soliti finanziare ingentemente gli Eserciti, anche attraverso l’imposizione di nuove tassazioni verso le popolazioni.

Esistevano tre diverse modalità di Reclutamento di un esercito:
1. Arruolamento di Truppe Mercenarie;
2. Arruolamento di Tipo Volontario: vengono reclutate persone che decidono di fare il soldato di professione;
3. Arruolamento Obbligatorio o Forzato;

Il numero dei Soldati di un Esercito era maggiore se si faceva ricorso alla seconda e alla terza modalità di Reclutamento; inoltre alcuni di quei Soldati, arruolatisi o volontariamente o per obbligo, venivano usati per formare gruppi di Marinai per le navi da guerra.
Quando si ricorreva alle modalità di Reclutamento Forzato, erano molti i reclutati che disertavano l’Esercito.

Nel XVII secolo iniziarono ad apparire delle Uniformi per gli Eserciti: inizialmente vennero introdotte dall’Esercito di Luigi XIV, per poi nel XVIII secolo diffondersi in tutti gli altri Eserciti Europei; si iniziarono a costruire anche le Caserme, luoghi in cui alloggiavano i Soldati.

Gli Ufficiali di tutti gli Eserciti erano prevalentemente reclutati tra le Classi Nobiliari; ciò veniva effettuato dai Sovrani delle Monarchie Assolute per legare a sé i Gruppi Nobiliari.

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