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Cavour e Mazzini
Nel 1848-1849, negli altri stati italiani vennero soppresse le libertà conquistate, solo nel regno di Sardegna lo Stato Albertino rimase in vigore.
Esso rimase l’unico Stato con la volontà di svolgere un’azione diplomatica consolare Austria. I lombardo veneti potevano ormai riporre ogni speranza di liberazione soltanto nel regno di Sardegna. Furono queste le cause che fecero crescere il prestigio del Piemonte che divento un polo di attrazione e pose la questione dell’indipendenza nazionale. Già alla fine del 1849 fu rientro dotta la censura. Dopo la caduta della Repubblica Pio IX inviò a Roma una commissione di cardinali che annulla le leggi decretare dal governo repubblicano,Ripristinando un regime di carattere assolutistico. In Toscana tutte le libertà furono abolite e nel novembre del 1852 fu ripristinata la pena di morte che però non venne mai applicata. Nel 1853 venne promulgato un nuovo codice penale considerato il migliore d’Italia.
Sul piano economico il lombardo veneto conobbe un aumento di pressione fiscale che danneggia i ceti popolari. Bene introdotto il Lombardia l’uso del francobollo e vennero rese accessibili al pubblico le linee telegrafiche.
con l’arrivo al trono di Vittorio Emanuele II il governo presieduto da Massimo d’Azeglio si entra in conflitto con il parlamento che si rifiutava di firmare l’armistizio con l’Austria. Il re sciolse il fine il parlamento e con Proclama di Moncalieri Incoraggiò gli elettori alla scelta dei rappresentanti più moderati. Venne eletto un nuovo parlamento a maggioranza moderata, su queste basi d’Azeglio potette dare avvio a una politica di riforme. Nel 1850 i deputati approvarono leggi proposte dal ministro della giustizia che abolirono il diritto d’asilo e il foro ecclesiastico. La più importante decisione fu quella di affidare il ministro dell’agricoltura e quello della finanza a Camillo Benso di Cavour. Due anni dopo Cavour succedette d’Azeglio come Primo Ministro dopo aver stretto un’alleanza politica chiamata connubio con la schieramento guidato da Urbano Rattazzi. Questa alleanza permise a Cavour di contare in parlamento una maggioranza in grado di sostenere la sua attività di governo. Cavour voleva che i due poteri fossero regolati in base al principio della separazione fra i due poteri. Cavour rappresentò una legge in cui erano previsti la soppressione della corporazioni religiose e l’incameramento dei beni da parte dello Stato. Cavour si rimise ma alla fine fu richiamato al governo del re e la legge fu approvata. La conclusione della crisi Calabiana segnò la definitiva affermazione del regime parlamentare in Piemonte. Cavour resistente all’economia del Piemonte scegliendo una politica di scambio e Fece costruire strade canali d’irrigazione e ferrovia dove la linea principale tra Torino Genova venne in augurato nel 1854. Si dedicò anche all’installazione di linee.
telegrafiche e a sostegno dell’industria.
Nel 1150 Mazzini fondò il comitato centrale democratico europeo, era convinto che in Italia esistessero le condizioni per un’esplosione rivoluzionaria. I mazziniani che cercarono di svolgere un’attività rivoluzionaria nel lombardoveneto furono però arrestati e condannati a morte. Anche la rivolta del 1853 dove centinaia di operai milanesi insorsero contro i posti di guardia austriaci fallì.
Nel marzo dello stesso anno Mazzini annuncio la nascita del partito d’azione che aveva come obiettivo la realizzazione della Repubblica attraverso la lotta armata. Queste società operaie cui Mazzini dietro un’impronta repubblicana si ponevano obiettivi molto concreti come la diffusione dell’istruzione e L’organizzazione di cooperative. La rivoluzione mazziniana appariva l’unica soluzione possibile nel regno delle due Sicilia dove ogni libertà era stata abolita. Nel regno di Sardegna il governo di Cavour aveva accolto gli esponenti della borghesia liberale che erano stati costretti ad allontanarsi dagli Stati italiani. La politica di Cavour fece sì che molti democratici si schierano con loro tra cui Daniele Manin. Mazzini reagì proponendo la parola d’ordine della bandiera neutra. La base Sociale del mazzinianesimo era costituita da artigiani, operai e dalla piccola borghesia intellettuale.
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