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Il 1848 in Francia: dalla Seconda Repubblica al Secondo Impero


En 1848, l’Europa intera reagisce contro con i vecchi regimi ristabiliti dopo il congresso di Vienna. La crisi agricola e industriale colpisce duramente gli Stati e i movimenti rivoluzionari si fanno strada. Per la Francia, il 1848 segnerà una svolta importante nella vita politica.
Tutto comincia a seguito di un banchetto organizzato nella captale francese, comre pretesto per una riunione pubblica che il governo aveva proibito. Il 22 febbraio, i Parigini scendono in piazza e il giorno successivo l’agitazione diventa più ampia.. Si ha un incidente e l’esercito spara sulla folla. Allora Parigi si rivolta al grido “Viva la Repubblica”, la guardia nazionale fraternizza con il popolo ed il re, Luigi Filippo d’Orléans abdica.
Si forma allora un governo provvisorio e si proclama la Repubblica., Il poeta Lamartine per un certo periodo è a capo della rivoluzione che, tuttavia, coinvolge essenzialmente la borghesia di orientamento repubblicano oltre a socialisti come Louis Blanc. Il proletariato si aspettava molto da questo governo. Infatti viene istituito il suffragio universale (ma le donne sono escluse dal voto) e viene riconosciuta la libertà di stampa e di riunione. Nelle colonie si procede all’abolizione della schiavitù. Dal punto di vista sociale, viene proclamato il diritto al lavoro e sono creati gli Ateliers Nationaux che erano dei grandi cantieri pubblici con lo scopo di creare posti di lavoro per i disoccupati. Ma molti cittadini (clero, piccoli borghesi) noin sono pronti a seguire questo movimento di impronta sociale. I possidenti hanno paura che prima o poi venga proclamata l’abolizione della proprietà privata e prendono posizione contro i socialisti e i loro sostenitori. Addirittura si diffondono voci su di una probabile bancarotta e tutti si affrettano ad accumulare e nascondere l’oro, ormai considerato come l’unico bene di rifugio. Le elezioni del 23 aprile sono vinte dai moderati; di conseguenza gli Ateliers Nationaux, simbolo di una repubblica socialista ma anche luogo di ritrovo dei rivoluzionari, sono soppressi. Di fronte a questo gli operai hanno la sensazione di essere stati traditi e il 23 giugno non esitano ad innalzare le prime barricate. Dopo 4 giorni di terribili combattimenti nelle strade, l’insurrezione viene schiacciata con violenza inaudita., Sono massacrate ben 3.000 persone, più di 11.000 sono arrestate ed altre ancora vengono deportate. Ormai fra la borghesia e la classe operaia, che finora erano unite nella difesa delle libertà fondamentali repubblicane, ci sarà solo incomprensione e odio.
L’unica conquista rimasta della Rivoluzione è il suffragio universale maschile. Il 10 dicembre 1848, Luigi Napoleone Bonaparte, figlio dell’ex re d’Olanda Luigi Bonaparte, è eletto presidente della Seconda Repubblica, soprattutto per il suo nome che gli permetteva si riscuotere un grande successo popolare. Vengono votate alcune leggi reazionarie, come la soppressione del diritto di associazione. Tuttavia i conservatori non si sentono al sicuro et temono ancora che i socialisti giungano agli estremi. Nel 1850, si pone un limite al suffragio universale: per avere diritto al voto, occorre essere residenti da tre anni. Gli operai, costretti come sono a continui spostamenti per motivi di lavoro, sono i più penalizzati. Comincia a farsi strada l’idea di un regime forte per rimettere un po’ d’ordine. Il 2 dicembre 1851, Luigi Napoleone Bonaparte con un colpo di stato tranquillizza i conservatori e la Seconda Repubblica è sostituita dal Primo Impero. Questo è reso possibile dal fatto che, la resistenza della destra fu molto debole, la resistenza della sinistra sporadica e comunque repressa nel sangue in provincia le grandi città accettarono il colpo di stato senza opporsi.
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