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Castel del Monte - Descrizione



Prima di descrivere il castello, fatto costruire da Federico II di Svevia verso la metà del XIII secolo, a Adria (Bari) è necessario capire la situazione culturale e politica dell’Italia meridionale di quel tempo.
Nel XIII secolo l’Italia meridionale è dominata dalla figura dell’Imperatore di Svevia Federico II, chiamato “stupor mundi”.
Egli era discendente da una casata tedesca in quanto nipote di Federico Barbarossa e figlio di Enrico IV di Svevia. Natio, in Italia, la madre era Costanza d’Altavilla, ultima discendente dei Normanni ed erede del trono di Sicilia. Federico si rivelò un abile organizzatore dello Stato, un grande uomo di cultura e protettore di poeti: la scuola siciliana nasce proprio dal suo impulso. La sua corte di Palermo era frequentata da esperti di diritto latini, da commercianti arabi e da sapienti ebrei, pere cui in sé riassumeva gli aspetti salienti della cultura classica, provenzale e francese, bizantina, musulmana e normanna. Egli visse quasi sempre in Italia e la sua convinzione che l’Impero dovesse essere unito lo portò spesso ad essere in contrasto con il Papa e con i comuni italiani. Le opere artistiche del suo tempo risentono quindi di questa atmosfera culturale, perché sono caratterizzate da un grande equilibrio geometrico e dei volumi come il Castel del Monte. Nell’Italia meridionale e in Sicilia esistono numerosi castelli risalenti tutti al XIII secolo che nell’insieme hanno creato un sistema difensivo molto funzionale.
Il Castel del Monte, fu costruito come castello di caccia e per la difesa ma possedeva tutte le comodità tali da renderlo adatto ad residenza dell’Imperatore. Molte sale erano riscaldate da ampi camini; esisteva un sistema di raccolta delle acque che venivano convogliate in un cortile interno, anch’esso a forma ottagonale, oppure indirizzate verso i gabinetti (esistevano diversi locali adatti allo scopo).

L’edificio, che sorge su di un basso colle delle Murge, è a pianta ottagonale con una torre posta ad ogni angolo, mentre le sale interne, su due piani, ovviamente hanno una forma trapezoidale. La parte centrale è occupata da un cortile a cui si accede da tre sale. Il modulo geometrico prescelto risente dell’influenza della cultura matematica araba e la somiglianza con l’architettura musulmana è evidente. Nelle misure e nelle proporzioni dei vari elementi architettonici si è tenuto conto della sezione aurea e delle ombre determinate dal sole quando esso entra nei vari segni zodiacali. Questo consente di sostenere che il castello costituisce un’applicazione dell’insieme di conoscenze astronomiche, filosofiche e matematiche del pensiero greco, latino ed arabo del tempo, presenti nelle corti del tempo e soprattutto in quella di Federico II.
La struttura è possente ed essenziale. L’unica nota decorativa è data dalla presenza del portale d’ingresso in breccia rosata, sormontato da un timpano cuspidale con cornici dentellate e sostenuto da due paraste scanalate, secondo la tradizione tardo-romana: esso si apre nel punto in cui coincidono l’equinozi di primavera e d'autunno.
Su ciascun lato della costruzione si trovano delle monofore, delle bifore ed una sola trifora.
Nelle sale, senza arredamento, si notano diversi elementi gotici: pilastri, capitelli e volte a crociera con costolo. I paramenti sono ad opus reticulatum di derivazione romana; un tempo le pareti del piano terreno erano ricoperte di breccia rosa, mentre quelle del piano superiore di marmo bianco. I pavimenti erano ricoperti da mosaici che davano una sensazione di un’atmosfera morbida, tipicamente orientale, in contrasto con l’aspetto rude e massiccio dell’esterno.