Durante il XVIII muta il rapporto tra artista e committente, le modalità di produzione dell'opera d'arte, le funzioni di quest'ultima, l'identità dell'artista e la sua concettualizzazione (autonomia). La monarchia (in Francia), la classe mercantile (in Olanda) e il clero nel corso degli anni subiscono un grave declino anche in seguito all'affermazione dell'Illuminismo. Nell'arte è quindi individuabile una discontinuità irreversibile verificatasi in seguito alla frattura con la tradizione, tale discontinuità riguarda tutti gli ambiti (es sociale. Il ruolo dell'artista, inizialmente artigiano, muta anche in seguito alla rivoluzione industriale. In passato l'artista era al vertice della piramide produttiva, alla base della quale vi era l'artigiano. Nel '700 questa base scompare e viene sostituita dalla meccanizzazione dei processi. l'artista non essendo più artigiano, si forma non nelle botteghe ma nelle Accademie di Belle Arti suddivise in ARTI MAGGIORI: architettura, scultura, pittura e ARTI MINORI: oreficeria, scultura di materiali poveri come lo stucco. L'artista ambiva dunque a diventare un intellettuale. Muta anche il luogo di fruizione delle opere, dalla galleria privata al museo. Mentre nella galleria la disposizione era caotica poiché i criteri non erano tali da dover disporre le opere in ordine d'autore, ma per tematiche, nei musei invece la disposizione avviene secondo criteri ben precisi. Un museo, inoltre, è tale quando è pubblico, all'interno del quale vi sono delle precise funzioni quali sociali e pedagogiche. L'ordine delle opere è cronologico (frutto della cultura illuminista) o per carattere stilistico.

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