blakman di blakman
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Gustave Moreau, L'Apparizione

Gustave Moreau interpretò temi storici, letterari e biblici con una sensibilità fortemente visionaria. L’apparizione è un’inedita interpretazione della storia biblica di Salomè, la principessa che aveva ammaliato il re Erode eseguendo per lui la danza dei sette veli e che aveva chiesto e ottenuto, in cambio, la testa di Giovanni Battista. Attraverso un’originale lettura del soggetto religioso, Moreau sembra aver voluto incarnare nella figura di Salomè il simbolo della “donna fatale” in tutta la sua arcana forza distruttiva, esemplificata dal gesto del braccio sinistro. La testa del Battista, ancora grondante di sangue, non è appoggiata sul vassoio secondo la tradizionale iconografia, ma è elevata nell’aria da un potere misterioso e irradia di una luce mistica l’interno fosco di una sontuosa reggia. Gli spazi, che pure ricordano le architetture bizantine e romaniche, sono dipinti in modo sommario, con gli stessi toni cupi e sanguigni con cui sono tratteggiate le figure, la cui incorporea presenza accentua l’effetto allucinato della scena. Oltre al dissolvimento delle forme, motivo dominante del quadro sono le decorazioni ad arabesco di matrice orientale che l’artista ha inciso sul colore a olio ancora fresco. Questa ricerca di preziosismi e di raffinate cromie contribuisce ancora più a orientare l’attenzione dell’osservatore in una dimensione irreale e simbolica, interpretando l'apparizione della testa come simbolo del delitto di Salomè o del suo rimorso.

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