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Edgar Degas

Figlio di banchiere, che non ostacolò la sua predisposizione verso l’arte. Frequenta prima le accademie, ma poi capisce che vuole esprimersi più liberamente. Studiava accuratamente le sue composizioni, che non erano mai frutto del caso, e per esse si ispirerà ai grandi artisti del passato.
- La lezione di danza 1873-1875 – Musée d’Orsay
Quest’opera contiene tutti i temi della maturità artistica di Degas. La sua creazione è durata 3 anni. Il quadro rappresenta il momento in cui una giovane ballerina sta provando dei passi di danza sotto gli occhi vigili del maestro mentre le altre ragazze la osservano. Il taglio del dipinto è fotografico e alcune figure risultano fuoriuscire dall’opera; inoltre, anche il punto di fuga si trova all’esterno e la linea d’orizzonte è alta: ciò conferisce all’opera una notevole profondità prospettica (sviluppo in diagonale). Questo suggerisce una pittura atta a cogliere il momento. La composizione è perfettamente equilibrata, soprattutto perché le due figure di spalle sulla sinistra in primo piano sono equilibrate da quelle poste sul fondo, che sono più numerose ma più piccole. I gesti delle ballerine sono curati con attenzione e rendono l’atmosfera naturale e rilassata. La luce è morbida e sottolinea le movenze, e proviene sia dall’esterno dell’opera che da una finestra raffigurata sulla destra. Il bianco e il nero puri sono poco utilizzati, mentre vengono utilizzate le loro sfumature.

- L’assenzio 1876 – Musée d’Orsay
Le sue ambientazioni fanno sempre riferimento ai caratteristici interni parigini. La composizione è volutamente squilibrata verso destra, quasi a dare il senso di una visione improvvisa e casuale. L’immagine è costruita, invece, in modo estremamente rigoroso e quasi scientifico: la prospettiva è obliqua, il punto di vista è quello alto e decentrato di un ipotetico osservatore invisibile e grazie ad esso intuiamo che l’ambiente si estende oltre i confini del quadro. L’inquadratura è ravvicinata. I due personaggi sono una prostituta e un barbone che hanno entrambi lo sguardo perso nel vuoto. Pur essendo seduti accanto, sono lontanissimi e tra loro non avviene nessuna comunicazione, quasi a significare quanto la solitudine possa renderci estranei. L’atmosfera è pesante e rispecchia lo stato d’animo dei protagonisti. Lo specchio alle loro spalle riflette la luce proveniente da una finestra che si trova al di fuori del quadro.

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