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Analisi d'opera

Lezione di Danza è una delle opere di Degas che fa parte di una serie più ampia di dipinti aventi come soggetto le ballerine. Il soggetto di questo dipinto in questione è una classe di ballo, colta in un momento di riposo dall'atmosfera informale. Le ballerine infatti stanno attendendo il proprio turno per essere corrette dal maestro, il quale sta occupandosi già di una di loro. Degas indaga con attenzione l'intimità di ogni personaggio, infatti c'è chi si gratta la schiena, chi si sistema i capelli, chi si fa aria con un ventaglio. E' interessante notare che, dal punto di vista tecnico della tela, Degas si dimostra opposto agli ideali impressionisti: si avvale del nero e del bianco, della prospettiva geometrica e della definizione dei particolari. Ciò Nella sua rigorosità formale, anche se non così accentuata, si fa spazio il realismo. Degas si fa carico dell'anima Impressionista, ma non delle sue regole.

Cenni biografici

Edgar Degas nasce il 19 luglio 1834 in una ricca famiglia, maturando interesse per l'arte, alimentato dal padre che lo portava spesso a mostre e musei, tra cui al Louvre dove conosce alcune opere del Rinascimento Italiano. Il suo primo approccio all'apprendimento artistico è puramente accademico, sviluppando una forte sensibilità per il disegno. Tuttavia Degas abbandona la Scuola di Belle Arti per concentrarsi sullo studio dal vivo delle opere classiche recandosi direttamente in patria italiana, ma scoprirà un certo interesse anche per l'arte romantica, avvicinandosi a Delacroix. Quando farà la conoscenza di Manet, intraprenderà il suo percorso impressionista con non poche difficoltà. Rimarrà legato infatti alla pittura in atelier ripudiando la pittura en plein air (all'aria aperta) e abbracciando un concetto di "impressione" diverso, basato sulla memoria visiva e non sull'osservazione diretta. Preferiva dunque essere considerato un pittore realista più che impressionista, nonostante partecipò a sette delle otto mostre impressioniste organizzate dal gruppo del Cafè Guerbois. Dopo essere stato sfrattato dalla sua casa ed esser divenuto quasi cieco, dichiarerà di aver perso interesse per la pittura. La stagione dell'Impressionismo, probabilmente, morì proprio con lui il 27 settembre 1917.
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