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I papi erano uomini di cultura e promossero le arti come strumento di potere e permetteranno a Roma di recuperare la propria bellezza. Nel Rinascimento la città papale fu il più importante luogo di produzione artistica dell'intero continente. Con l'assenza dei papi durante la cattività avignonese, era stato un secolo di abbandono e miseria per la città di Roma. Con il rientro del papato in Italia fu necessario rinsaldare gli aspetti dottrinali e politici del pontefice. La città era in preda all'anarchia a causa delle lotte tra la fazione nobiliare e quella popolare, e nella quale ormai il suo potere era più formale che reale. Seguirono quarant'anni di instabilità. Divenne papa Martino V, che indisse un giubileo per celebrare la rinascita cittadina e mirava a ridare alla città il lustro di un tempo. Furono riaperti molti cantieri e divenne meta di molti artisti. Niccolò V riassettò la città secondo 5 punti fondamentali:

• Ripristino delle mura
• Restauro o ricostruzione delle quaranta chiese presenti in città
• Risistemazione del Borgo
• Ampliamento di San Pietro
• Ristrutturazione del Palazzo Apostolico
con l'intento di ottenere una cittadella religiosa esterna alla città laica che aveva il suo fulcro attorno al Campidoglio esaltando la potenza della Chiesa e dimostrando la continuità tra Roma imperiale e Roma cristiana, ma non riuscì a compiere i suoi voleri.

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