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Concetti Chiave

  • Le donne romane erano designate in base allo stato civile, con termini specifici come puella, uxor e matrona.
  • La cerimonia di nascita, chiamata dies lustricus, legittimava il bambino attraverso un rito condotto dal pater familias.
  • L'adozione era riservata ai maschi e serviva a garantire la continuità del culto familiare.
  • L'educazione dei figli era sotto la responsabilità dei genitori, con il padre che insegnava competenze pratiche e valori morali.
  • Le donne sposate rimanevano sotto l'autorità del marito, senza acquisire indipendenza, mantenendo uno status di minorenne perpetua.

La donna (= mulier) era designata in base allo stato civile e la sua funzione era di sposarsi e d’avere dei figli. La ragazza era chiamata puella o virgo, la sposa era designata con il termine di uxor, mentre la madre di famiglia era chiamata matrona. La donna anziana che non poteva avere più figlia veniva chiamata anus.

Indice

  1. Ruoli e designazioni maschili
  2. Cerimonie di nascita e riconoscimento
  3. Adozione e potestà paterna
  4. Educazione e istruzione dei figli
  5. Cerimonie di passaggio e matrimonio
  6. Condizione della donna sposata

Ruoli e designazioni maschili

L’uomo era designato in funzione dell’età ed in ragione dei servizi civici e militari.

dai 7 ai 17 anni:dai 17 ai 30 anni: dai 30 ai 46 anni: dai 46 ai 60 anni: dai 60 agli 80 anni: dopo gli 80 anni: aetate provectus

Fino ai 7 anni, sia il bambino che la bambina venivano chiamati Il figlio seguiva la condizione sociale del padre mentre il figlio naturale seguiva le condizioni della madre.

Cerimonie di nascita e riconoscimento

La nascita era chiamata il dies lustricus. Il bambino doveva essere legittimato dal padre nel corso di una cerimonia che aveva luogo davanti al focolare domestico. Per le bambine questo avveniva otto giorni dopo la nascita, per i maschi bisognava attendere il nono giorno. Il pater familias, cioè il padre, il nonno paterno o il bisnonno paterno sollevava il bambino da terra per riconoscerlo e prenderlo fra le braccia. Quindi il bambino veniva purificato e intorno al collo gli veniva messa un medaglione riempito di amuleti, chiamato bulla che poteva essere d’oro o di cuoio. Il bambino non accettato era destinato alla morte tramite esposizione.

Adozione e potestà paterna

Esisteva anche l’adozione, con lo scopo di assicurare la perpetuità del culto familiare. Essa riguardava solo un maschio. Nei tempi primitivi il futuro bambino adottato era venduto dal padre al pater familias che l’avrebbe adottato.

La potestà paterna veniva esercitata su tutte le persone e su tutti i beni dei membri della famiglia. Era illimitata di durata e di portata. Infatti il padre poteva condannare il proprio figlio a morte e il figlio non poteva acquisire nulla senza il consenso del padre.

Educazione e istruzione dei figli

L’educazione e l’istruzione era gestita dai genitori. Era il padre che insegnava al figlio a leggere, a scrivere, a nuotare e a combattere. Sia con la parola che con l’esempio, egli gli inculcava il rispetto della religione, la temperanza e l’energia. Per quanto riguarda la figlia, era sufficiente che essa sapesse gestire la casa e filare la lana. L’educazione dei figli terminava nel momento in cui essi si toglievano la bulla.

Cerimonie di passaggio e matrimonio

Il ragazzo toglieva la bulla intorno ai 17 anni, in base alla decisione del padre o del tutori. Inoltre nello stesso momento si toglieva la toga pretexta per indossare la toga virilis: questa cerimonia avveniva nel mese di marzo, in concomitanza con le Liberalia, cioè delle feste in onore a Bacco.

Le ragazza si toglievano la bulla il giorno del matrimonio

Per quanto riguarda il matrimonio, gli uomini si sposavano piuttosto tardi (35/40 anni), ma l’età legale era fissata a 14 anni. Per le ragazze, l’età legale era fissata a 12 anni. Il divorzio era un appannaggio esclusivo dell’uomo.

Condizione della donna sposata

La donna sposata non diventava indipendente, in quanto dopo essere stata sottoposta all’autorità del padre, passava sotto quella del marito. Quindi manteneva la condizione di eterna minorenne

Nei confronti delle persone anziane, i Romani avevano molto rispetto e l’autorità paterna discende dagli ascendenti maschi in linea paterna.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era il ruolo principale della donna nell'antica Roma?
  2. La donna era designata in base allo stato civile e la sua funzione principale era sposarsi e avere figli, con diverse designazioni a seconda della fase della vita, come puella, uxor e matrona.

  3. Come avveniva il riconoscimento di un neonato nell'antica Roma?
  4. La nascita era celebrata con il dies lustricus, durante il quale il padre legittimava il bambino attraverso una cerimonia che avveniva davanti al focolare domestico, sollevandolo da terra e ponendogli attorno al collo una bulla.

  5. Qual era la natura della potestà paterna?
  6. La potestà paterna era illimitata e si esercitava su tutti i membri della famiglia e sui loro beni, consentendo al padre di prendere decisioni drastiche, come la condanna a morte del figlio.

  7. Come veniva gestita l'educazione dei figli?
  8. L'educazione era affidata ai genitori, con il padre che insegnava al figlio competenze pratiche e valori, mentre le figlie erano educate a gestire la casa e filare la lana.

  9. Quali erano le condizioni legali e sociali del matrimonio nell'antica Roma?
  10. Gli uomini si sposavano generalmente tra i 35 e i 40 anni, mentre le donne a partire dai 12 anni. La donna sposata rimaneva sotto l'autorità del marito, mantenendo una condizione di eterna minorenne.

Domande e risposte

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