Indice

  1. Da Enea a Romolo
  2. La funzione del mito
  3. L’Italia centrale all’inizio della storia romana

Da Enea a Romolo

Gli antichi Romani illustrarono le origini della propria città collegando tra loro due miti di tradizioni diverse:
-uno di cultura locale (il celebre racconto di Romolo e Remo)
- l’altro invece appartenente alla grande mitologia greca (l’arrivo in Italia dell’eroe troiano Enea).
Prendendo le mosse da lontano il racconto ha inizio quando Enea figlio del troiano Anchise fugge da Troia messa a ferro e fuoco dagli invasori Greci (secondo la tradizione nel 1182 a.C.).
Con un gruppo di compagni l’eroe migra in cerca di una nuova patria; dopo varie vicende approda infine in Italia sulle coste del Lazio. Qui affronta in guerra il popolo dei Latini per poi stringere con loro un patto di alleanza tramite le nozze con Lavinia figlia del re Latino. L’eroe troiano fonda quindi nel Lazio la città di Lavinio mentre Ascanio detto Iulo – il figlio che Enea aveva avuto dalla prima moglie la troiana Creusa – fa costruire non lontano la città di Alba Longa. Passano quattro secoli durante i quali ad Alba Longa si succedono trenta re: Rea Silva figlia di Numitore l’ultimo di questi sovrani si unisce al dio Marte e dà alla luce i gemelli Romolo e Remo. Romolo traccia il confine sacro (pomerium) di una nuova città sul colle Palatino ma Remo lo profana; per questo viene ucciso dal fratello e sepolto sul colle Aventino. Romolo diventa quindi il primo re della nuova città alla quale dal proprio dà il nome di Roma. È la primavera del 754-753 a.C.

La funzione del mito

La combinazione di questi due racconti mitologici consentiva agli antichi Romani di raggiungere un importante risultato propagandistico: nobilitare il popolo romano dotandolo di antenati illustri e costruire attraverso l’unione dei miti di Enea e di Romolo un albero genealogico nel quale comparivano divinità (Venere la madre di Enea e Marte padre di Romolo e Remo) e personaggi presenti nei poemi omerici (cioè nelle opere fondative della civiltà greca e latina).

L’Italia centrale all’inizio della storia romana

Per quanto leggendarie e rielaborate a posteriori tra le pieghe delle vicende mitiche si celano elementi che si possono definire storici. Per esempio il luogo che secondo la tradizione era stato scelto da Romolo per fondare la nuova città corrisponde a un punto strategico lungo il corso del Tevere il fiume che segnava il limite meridionale del territorio etrusco. È plausibile pertanto che Roma sia nata dalla fusione tra i popoli che prosperavano a sud del Tevere: le città di cultura latina associate in una Lega di carattere religioso e politico e la popolazione rurale dei Sabini (il rapporto con questi ultimi è riflesso nell’episodio mitico del ‘ratto delle Sabine’ cioè il rapimento ordito con l’inganno di donne sabine da parte dei Romani voluto da Romolo per popolare la città appena fondata). A un certo momento su queste popolazioni si innesta il dominio etrusco. Gli Etruschi infatti erano all’epoca la popolazione più progredita della Penisola all’apice del proprio sviluppo con solidi legami commerciali e culturali con la Grecia e la Magna Grecia.

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