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Opere

I primi componimenti in versi

Parini inizia la sua carriera letteraria con la raccolta in versi “Alcune poesie di Ripano Eupilino” nel 1572. È una raccolta di 94 componimenti, nei quali vengono imitati gli autori latini e cinquecenteschi, vengono adottati i modelli rinascimentali ecc. Successivamente Parini scrive anche testi d’occasione e componimenti celebrativi, che testimoniano il suo impegno civile e morale. Egli scrive su diversi temi, per quello bellico afferma per esempio di essere pacifista e che molte guerre vengono combattute per altre ragioni rispetto a quelle che si dichiarano ( religiose, onore); e per quello del fuoco afferma di essere contro i roghi dell’Inquisizione, dato che l’Illuminismo sorpassa le superstizioni, i pregiudizi e la violenza.

Le Odi

Le Odi sono raccolte in 2 edizioni, nel 1791 e nel 1795, di cui la 2° è la più completa e comprende 25 odi. Esse vengono suddivise in 3 gruppi principali:
- 1° delle “odi illuministiche”, che affrontano problemi di tipo sociale, dal punto di vista illuminista. Tra queste odi vi sono per esempio “La vita rustica”, che tratta l’opposizione tra città e campagna, condannando la vita urbana moderna, in quanto è il risultato dello sfruttamento degli operai, ma promuovendo il progresso e il lavoro moderno e meno faticoso, sia nei campi che nelle città. Vi è poi “La salubrità dell’aria”, nella quale vengono descritti gli effetti tossici dell’aria inquinata delle città; “La Musica”, “Il bisogno”, e “L’educazione”;
- 2° delle “questioni etiche”, che affrontano i processi pedagogici. Tra queste odi vi sono per esempio “La laurea” che loda Maria Pellegrina Amoretti, una donna importante dell’epoca; “La recita de’ versi” che loda invece la marchesa Paola Castiglioni, e la dignità della poesia, che si oppone alla superficialità; e “La caduta” nella quale Parini, molto povero, cade per strada e dopo esser soccorso da un passante, rimane indignato alla richiesta del passante, per ottenere vantaggi e ricchezze dalla sua arte;
- 3° delle “odi neoclassiche”, che si rifanno alla poesia neoclassica, nella quale i toni sono più controllati e distaccati, invocando la bellezza, tra cui quella femminile. Ciò viene affrontato però con una leggera malinconia, per via della consapevolezza di Parini di essere ormai escluso dall’amore e dalla seduzione.
Per la scrittura delle Odi, Parini si ispira all’ode pindarica e alla canzonetta arcadica, eliminando però la tendenza all’enfasi e la cantabilità, che è facile e prevedibile. Il ritmo è classico, i versi sono brevi e mentre inizialmente vi è uno stile più aggressivo, verso la fine esso è più attenuato e sfumato, per via degli equilibri neoclassici.

Componimenti in prosa

Tra i suoi componimenti in prosa più importanti, oltre a “le Lettere del Conte” e alle 2 lettere polemiche, vi è il “Dialogo sopra la nobiltà” composto nel 1757. In questo dialogo Parini esprime la sua opposizione ai privilegi di casta e al concetto di nobiltà ereditaria, e lo fa appunto tramite un dialogo, più precisamente un dialogo tra morti. Vi sono infatti 2 cadaveri che si devono dividere una sola tomba e uno è nobile e l’altro plebeo. Il nobile, anche dopo la morte si vanta dei suoi privilegi e della sua stirpe, che sono di gran lunga superiori rispetto al povero plebeo, ma alla fine il nobile sarà costretto ad ammettere la sua presunzione.
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