Ue e famiglie contro i tagli all’istruzione

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

l'Unione Europea bacchetta l'Italia per i continui tagli all'Istruzione. Proteste anche da parte di famiglie e studenti

Strigliata di orecchie all’Italia da parte della Commissione europea. Il nostro sarebbe il Paese che ha tagliato in maniera maggiore i fondi destinati all’Istruzione pubblica. E proprio mentre arriva il rimprovero da Bruxelles, famiglie, insegnanti e studenti scrivono alla nostra redazione segnalando sit-in e flash mob avvenuti in questo fine settimana proprio per protestare contro i continui tagli a scuola ed università.

L’UE CONTRO L’ITALIA: “TROPPI TAGLI ALL’ISTRUZIONE” - I giovani stanno vivendo un momento davvero difficile. Nonostante convoglino tutte le loro energie nello studio in funzione di poter trovare con più facilità un’occupazione in un futuro prossimo, il lavoro continua a non esserci per migliaia di laureati. Che la colpa sia da imputare anche ai continui tagli a scuola ed università? Secondo Androulla Vassiliou, commissario europeo responsabile per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, forse si: “Se gli Stati membri non investono adeguatamente nella modernizzazione dell'istruzione e delle abilità ci troveremo sempre più arretrati rispetto ai nostri concorrenti globali e avremo difficoltà ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile”.

A BRESCIA UN SERPENTONE CONTRO I TAGLI - Lo hanno capito benissimo le famiglie e gli insegnanti degli studenti delle scuole dell’infanzia, elementari e medie di Brescia che lo scorso 23 marzo si sono radunate dando vita ad un flash mob dal titolo “Se mi tagli non cresco”. Bambini, insegnanti e genitori si sono piazzati di fronte l’entrata della scuola con in mano ognuno una lettera diversa che componeva il titolo dell’iniziativa generando un enorme serpentone colorato.

se mi tagli non cresco

LICEO PASOLINI TAGLI STAGE: GENITORI IN PROTESTA - Anche a Milano questo è stato un week end di protesta. Ad essere coinvolti in quello che lo scorso 23 marzo è stato un sit - in gli studenti e le famiglie del Liceo Pasolini, famoso tra i ragazzi per i suoi stage all’estero. Stage che, però, da quest’anno sembrano essere stati tagliati a causa della mancanza di fondi destinati alle scuole. A segnalarlo a Skuola.net è una mamma di uno studente del liceo in questione:

L’Istituto Pasolini ha una lunga tradizione di stage di studio all’estero. Tra questi il più desiderato è quello previsto alla fine del 4° anno : due settimane di scuola&famiglia in Canada, Inghilterra, Francia, Germania o Spagna a scelta, a tariffe agevolate e con il contributo di 330 euro dello stesso Pasolini per ogni studente. In questo modo la scuola “restituisce” a chi è iscritto dalla 1a parte delle quote di iscrizione (quest’anno 150 euro), i cosiddetti “contributi volontari” in realtà pagati dai più perché, come mostrato da Le Iene a febbraio, non è sempre chiaro che non si tratta di tasse obbligatorie ma di soldi chiesti dagli istituti per mantenere una serie di attività. Quest’anno però il Pasolini non solo NON ha organizzato gli stage per le 4e, ma non ha neppure informato le famiglie della sospensione. E la preside non si è neppure presentata agli ultimi Consigli d’Istituto, lasciando intendere in via ufficiosa che sono gli insegnanti a bloccare tutto, perché non hanno la diaria e chiedono un’altra forma di riconoscimento. Peccato che queste non siano gite culturali di qualche giorno, ma veri viaggi di due settimane che gli insegnanti organizzano e gestiscono sotto la loro responsabilità e a tempo pieno. Genitori e studenti hanno raccolto oltre 200 firme chiedendo di ripristinare gli stage o altrimenti di restituire la cifra di 330 euro dei contributi volontari destinata allo studio all'estero”.

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