Maturità, solo tre ammessi in una classe

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Bocciati e non ammessi: ricorso al TAR

All’Istituto per geometri “Rutelli” di Palermo, solo tre studenti sono sopravvissuti agli esami di maturità. Una vera e propria decimazione ha riguardato la classe V A e ora la Rete degli studenti punta il dito contro i professori e il preside che non sarebbero stati in grado di contenere la strage di bocciati.

UN CORSO SEVERO, FORSE TROPPO - Sembra essere il corso più severo della scuola quello della sezione A del geometra “Rutelli” visto che anche nel 2008 si era assistito a una strage di bocciati e rimandati. Il corso, che cinque anni fa contava 25 studenti, quest’anno ha visto arrivare all’ammissione delle prove di maturità solo tre ragazzi. Però, oltre ad essere il risultato di una ferrea selezione dei migliori, ci sarebbe, come riportato da blogsicilia.it, l’ombra di parecchie ingiustizie e il fatto che il preside “non ha mai acconsentito e non ha mai fatto nulla per risolvere questa situazione”.

IL DELICATO COMPITO DEI PROF - Di fronte ad una situazione che appare poco chiara, la Rete degli studenti ha deciso di agire con una vertenza sindacale contro i docenti per fare luce sulle responsabilità che hanno portato così tanti non ammessi nel corso degli anni. Ma non solo. Una professoressa di un altro istituto, il “Quasimodo”, prende le difese degli studenti. La prof Mila Spicola che, tra l’altro, è anche dottoranda in pedagogia, sostiene che “molti professori non possiedono quegli strumenti didattici utili per capire che deve essere il docente ad adattarsi ai linguaggi dei ragazzi”. Pur senza accusare direttamente gli insegnanti, la Spicola continua affermando che “il docente deve capire che ha a che fare con ragazzi che spesso recano bisogni ed esigenze speciali per cui deve adottare metodologie speciali, che non siano il solo voto”.

TE LO SEI MERITATO? - Anche senza arrivare al caso estremo della scuola palermitana, un po’ in tutti gli istituti scolastici italiani ci sono stati bocciati e non ammessi all’esame. E dopo aver incassato il colpo, dopo aver fatto un buon esame di coscienza per capire le cause dell’esisto negativo degli scrutini, qualche ragazzo potrebbe essersi sentito vittima di una ingiustizia. Se così fosse, ecco come fare ricorso.

RICORSO AL TAR - In caso di bocciatura o di non ammissione all’esame, è possibile fare ricorso al TAR, il Tribunale Amministrativo Regionale. In caso di non ammissione all’esame, si può fare ricorso verso la decisione del corpo docente e si è ammessi con riserva alle prove in attesa della sentenza del TAR. Invece, nel caso del ricorso al TAR per bocciatura, vi segnaliamo che la decisione della commissione d’esame può essere contestata o perché si ritiene la valutazione non obiettiva oppure perché si presume che ci sia stata una disparità di trattamento rispetto agli altri candidati.

VALUTATE BENE - Ma, come in tutte le cose, è bene valutare attentamente l’opportunità di iniziare un ricorso. Dipende da quali sono le motivazioni e ogni caso è diverso da un altro, quindi prima di intraprendere un ricorso vi consigliamo di capire bene se ne vale la pena analizzando i fattori che hanno portato alla non ammissione o alla bocciatura, magari parlandone direttamente con i docenti e il dirigente scolastico per capire insieme che cosa sia “andato storto”.

Quanti bocciati ci sono stati nella tua classe?

Cristina Montini

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18 novembre 2017 ore 09:30

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