Compito in classe? Lo evitano col peperoncino

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

spray al peperoncino al Caio Plinio di Como e al Lunardi di Brescia: tentativi di sabotare compiti in classe

Settimana “rossa” per due scuole della Penisola. Grande protagonista lo spray al peperoncino, rimedio anti interrogazione e compito in classe di alcuni studenti. Quella che, infatti, sembra essere senza ombra di dubbio una bravata ben pensata, non solo ha causato il trambusto nei corridoi e aule, ma anche il pronto soccorso di non pochi ragazzi rimasti intossicati dall’aria irrespirabile.

UN MARTEDI' PICCANTE - Prima per saltare le interrogazioni ed i compiti in classe si ricorreva a stratagemmi che contemplavano vermetti da pesca, lucchetti alle porte e termosifoni aperti. Tutte bravate, s'intende, ma che almeno non ledevano alla salute di nessuno. Ora i rimedi si fanno più pericolosi. Martedì scorso, il via all’insolita pratica di sabotaggio scolastico è stato dato da tre studentesse dell’Istituto Caio Plinio di Como. Le tre minorenni avrebbero infatti, nelle prime ore della mattinata, spruzzato in quantità, all’interno della succursale di via Rezia, uno spray urticante. Dopo i primi sintomi da intossicazione di alcuni studenti scatta l’allarme di quella che sembra essere, inizialmente, una fuga di gas. Pronto l’intervento del 118: soccorsi 26 studenti tra i 14 i 17 anni che avevano accusato difficoltà respiratorie e forte bruciore agli occhi. Presto svelata anche la reale motivazione dell’accaduto e identificate le responsabili del gesto che, sembra, volessero tramite il caos generale e l’evacuazione della scuola, scampare al compito in classe della mattinata.

L’ESEMPIO SI RIPETE - Quello che, ovviamente, sarebbe dovuto rimanere un caso isolato, appare, invece, aver destato l’ammirazione di altri studenti, questa volta nel bresciano, che celermente hanno emulato l’esempio dei colleghi comaschi. Così, nella mattinata di ieri, gli alunni del Lunardi di Brescia si sono ritrovati a respirare la stessa aria che 24 ore prima aveva intossicato gli studenti del Caio Plinio. L’epilogo della vicenda è stato lo stesso: dopo che lo spray al peperoncino si era diffuso nei corridoi dell’istituto e in prossimità degli uffici della presidenza, i primi colpi di tosse e arrossamenti degli occhi hanno fatto squillare la campanella d’allarme. L’istituto è stato interamente evacuato e i 1.800 studenti sono stati radunati nell’area antistante la scuola allestita a postazione di pronto intervento. 27 i giovani finiti al pronto soccorso, un paio dei quali in codice giallo. Per il momento la pista principale porta ad individuare nei responsabili del misfatto tre ragazze ed un ragazzo della scuola.

SABOTARE I COMPITI IN CLASSE - A poche settimane dall’inizio della scuola, ricorrere ad azioni di questo tipo per sventare il rischio dei primi compiti in classe e delle prime interrogazioni sembra essere davvero una decisione estrema. Le mascalzonate esistono dalla notte dei tempi, ma quando a pagare deve essere la salute dei propri coetanei, allora qualche interrogativo varrebbe la pena di porselo. Il proprio panico da verifica non può e non deve spedire al pronto soccorso i compagni di classe. I responsabili dei due episodi rischiano in queste ore, oltre alla meritata espulsione, anche una denuncia penale alla procura dei minori per procurato allarme e interruzione del pubblico servizio.

E tu a quali stratagemmi ricorri solitamente per sventare l’interrogazione o il compito in classe?

Margherita Paolini

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