Esami riparazione: tassa occulta per la promozione

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

esami di riparazione

Volete superare l’esame di riparazione? Mettete mani al portafoglio per un ulteriore ennesimo balzello che la scuola vi farà pagare per recuperare i debiti formativi. Su 100 studenti delle superiori, lo scorso anno ben 26 non sono riusciti a sanare le lacune accumulate e quindi sono stati condannati a un’estate di studio supportato, per quasi la metà di loro, da ripetizioni private, con una spesa che oscilla dai 100 fino a oltre 500 euro. Su questo tema Skuola.net ha interpellato un campione di 1.200 studenti che si apprestano a sostenere l’esame di riparazione, rappresentativi dei circa 550.000 sospesi in giudizio.

CORSI DI RECUPERO? NO GRAZIE - I dati rivelano che il 64% deve recuperare più di un debito, ma non sempre le scuole sono sono state in grado di organizzare un corso per ciascuna materia. Così solo uno su 4 ha trovato supporto totale alle sue esigenze formative, mentre oltre il 54% ha dovuto arrangiarsi un po’ con i corsi e un po’ con il fai da te. Sempre meglio di chi (circa uno su 5) ha dovuto provvedere da solo al recupero di tutti debiti. Ovviamente lo Stivale è lungo, quindi questa situazione va declinata a seconda dei contesti geografici: al Sud la situazione è di gran lunga più critica che al Nord, ed è lì che le famiglie hanno investito di più nelle ripetizioni private.

IL COSTO DEL RECUPERO - Ma perché i corsi non si fanno a scuola? Anche se il 43% degli intervistati ne ignora il motivo, ben uno su 3 dice che la scuola ha giustificato l’assenza del recupero per ragioni economiche. I corsi costano, e così non mancano gli istituti che, per organizzarli, chiedono un contributo (più al Nord che al Sud). Non a caso, un ragazzo su 7 di coloro che li hanno frequentati, sostiene di aver pagato una quota in alcuni casi simbolica ma in altri casi fortunatamente rari (circa il 2% del campione), superiore ai 60 euro. La qualità dei corsi non ha incontrato il gradimento di tutti, tant’è che il 39% si dichiara totalmente insoddisfatto. Il 46% lo è solo in parte, e solo il 15% li ha trovati utili.

RIPETIZIONI A GOGO -La conseguenza di tutto ciò è che non sono in pochi ad essersi organizzati in altra maniera, attraverso le classiche ripetizioni private, che vanno a costituire così un ulteriore voce di spesa che grava sul bilancio che le famiglie dedicano all’istruzione. Il 45% dei rimandati sostiene di essersi rivolto a professori o studenti per questo tipo di lezioni durante l’estate. Tra di loro, 1 su 4 ha speso più di 300 euro, con picchi che superano i 500 euro per il 10% degli intervistati. Oggi, grazie al servizio Ripetizioni|Skuola.net, è molto più facile trovare lezioni anche in piena estate: basta collegarsi al portale e consultare l'agenda online dei tutor che, se disponibili, vi aiuteranno nello studio.

Scopri di più su Ripetizioni|Skuola.net >>

QUALCHE NOTIZA SULL'ESAME DI RIPARAZIONE - L’esame di riparazione a Settembre è stato abolito con il primo Governo Berlusconi nel 1994, Ministro Francesco D’Onofrio, e poi ripristinato dal Prodi bis, Ministro Fioroni, nel 2007. Quest’ultimo impegnava le scuole ad organizzare dei corsi di recupero nella prima parte dell’estate, secondo la logica che chi si porta dietro delle lacune ha diritto di recuperarle all’interno del percorso scolastico. Ad oggi gli esami sono rimasti, ma l’obbligo di tenere i corsi è svanito. Da qui il si salvi chi può delle famiglie e delle scuole: si tengono i corsi che si riescono a sostenere economicamente, per il resto ci si arrangia con le ripetizioni a pagamento, con lo studio individuale oppure con i supporti familiari di vario genere.

ALLA FINE TUTTI PROMOSSI - Risultato di questo tutto percorso accidentato e costoso: “todos caballeros”. In sostanza i bocciati sono un numero irrisorio: il 6% secondo gli ultimi dati resi pubblici dal Miur. Eppure, le spese per le ripetizioni costituiscono di fatto l’ennesimo balzello che grava sulle famiglie, tant’è che se la tassa d’iscrizione è assai modesta (circa 20 euro anno) di fatto le famiglie devono pagare un ulteriore contributo (impropriamente definito volontario) che alle superiori va dai 60 ai 200 euro. E su tutto questo grava la spesa delle ripetizioni, dovute al fatto che le scuole non sono in grado di organizzare i corsi di recupero. Peraltro i dati confermano che il problema dei debiti formativi è diventato strutturale: di anno in anno circa uno studente su 4 rimane comunque indietro.

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