
Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio, la sede succursale del Liceo scientifico Righi di Roma, in via Boncompagni, è stata devastata da un’incursione vandalica.
Aule rese inagibili, estintori svuotati, porte e finestre danneggiate, arredi rovinati. Sui muri, scritte di matrice politica opposta: da una parte “Righi fascista. La scuola è nostra” con svastica; dall’altra slogan riconducibili all’area dell’estrema sinistra.
Il risultato è la chiusura del plesso, lezioni sospese e un conto dei danni che oscilla tra 10 e 12 mila euro, mentre sono in corso le indagini dei carabinieri.
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Cosa è successo nella notte
Ignoti si sono introdotti nel plesso di via Boncompagni durante il fine settimana. Estintori scaricati in tutte le classi, vetri e porte rotti, servizi igienici e centraline danneggiati.
All’esterno è comparsa la scritta “Righi fascista. La scuola è nostra” con una svastica; all’interno, altre scritte di segno diverso, come “Autonomia contropotere”, con riferimento al movimento di estrema sinistra Autonomia Operaia. Anche se in questo caso non è chiaro se le scritte fossero già presenti.
I danni sono stati scoperti lunedì mattina, poco prima dell’inizio delle lezioni.
Scuola chiusa e lezioni sospese
La situazione ha reso inagibili le aule della succursale. Il dirigente scolastico Giovanni Cogliandro ha comunicato ai genitori la sospensione delle lezioni per le 13 classi del plesso, necessaria per ripristino, pulizia e sanificazione.
I docenti in servizio a via Boncompagni sono stati spostati temporaneamente nella sede centrale di via Campania. La riapertura è legata ai tempi tecnici degli interventi.
Le indagini e la stima dei danni
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di via Veneto e la Sezione rilievi tecnico-scientifici del Nucleo investigativo di via In Selci.
La Città Metropolitana, proprietaria degli edifici scolastici, stima danni tra 10 e 12 mila euro, con la possibilità che il conto aumenti se la polvere degli estintori avrà compromesso computer e apparecchiature.
Le reazioni istituzionali e politiche
L’episodio è stato condannato dalle istituzioni: si parla di atti gravi che hanno reso le classi inagibili e creato disagi a studenti e famiglie.
Il Movimento 5 Stelle ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Dura anche la presa di posizione di collettivi studenteschi, che collegano l’accaduto a precedenti incursioni di area neofascista.
Un clima già teso e i precedenti
Il Righi non è nuovo a episodi simili. Lo scorso novembre, durante l’occupazione studentesca della sede centrale di via Campania, gruppi esterni avevano tentato di entrare nell’istituto, lanciando bottiglie e mattoni e scandendo slogan dell’estrema destra.
In quel caso erano partite indagini della Digos e perquisizioni nei confronti di giovani che gravitano in ambienti neofascisti.
Il dirigente, intervistato da ‘Adnkronos’, parla di tristezza e di un clima di tensione diffuso: “Qualsiasi sia la motivazione o ideologia, aggredire così un ambiente scolastico devastando intere aule è un abominio. I vari movimenti politici dei giovani li guardo sempre con molto interesse, quello che è avvenuto al Righi, tuttavia, è un atto antipolitico e prepolitico insieme: pura brutalità”.
Perché se ne parla
Perché non è solo vandalismo: è un attacco che ferisce una comunità scolastica, interrompe il diritto allo studio, riaccende conflitti ideologici e si inserisce in una sequenza di episodi già noti.
E perché il Righi, tra i licei scientifici più apprezzati della Capitale, diventa suo malgrado termometro di una tensione che esce dalle aule e colpisce direttamente i luoghi dell’istruzione.