Scuola digitale, in cattedra lo studente

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

gli alunni diventano professori all'Afp del Patronato San Vincenzo di Bergamo

E se gli alunni diventano prof, e i prof si trasformano in alunni? Non si tratta di uno scherzo né di una proposta visionaria. Infatti all’Afp del Patronato San Vincenzo di Bergamo è accaduto. Gli alunni si rendono conto che i prof non ci capiscono molto di “tipografia digitale” e così nasce l’iniziativa di un corso in cui i ruoli siano ribaltati. Sono gli studenti a salire in cattedra, mentre gli insegnanti di tutti i giorni si siedono dietro i banchi pronti ad imparare qualcosa che non conoscono. Un esempio straordinario di come, quando le conoscenze di adulti e giovani si fondono, è solo il sapere a guadagnarci.

UN’INVERSIONE DI RUOLI- La proposta di tale corso è stata presentata a settembre. E sembra che all’inversione di ruoli non si siano tirati indietro né studenti né professori. Quest’ultimi, infatti, avevano dimostrato delle evidenti lacune in materia informatica e, a parte la ambiziosa progettazione di un eBook, sembravano capirci poco anche di altri basilari programmi come Power Point. Così Simone, allievo del 4° anno, sebbene titubante e preoccupato per questa insolita impresa, veste i panni del docente e si ritrova i suoi professori, oltre a docenti esterni, seduti come disciplinati alunni ad ascoltare la sua lezione.

STUDENTI-DOCENTI PROMOSSI - E sembra che l’esperimento del gioco di ruoli ribaltati sia riuscito splendidamente. Infatti piena è stata la soddisfazione dei professori, quelli veri, che hanno apprezzato la tecnica di insegnamento dei propri alunni. “Hanno saputo usare un linguaggio semplice, mentre noi spesso vogliamo essere complicati per sottolineare che siamo colti” ha affermato Ombretta Maffeis, prof di musica. In generale agli studenti che hanno ricoperto il ruolo di insegnante è stata riconosciuta l’abilità nel saper gestire il corso, tenendo insieme il gruppo, e aiutando chi era in maggiore difficoltà.

L’ENTUSIASMO DEGLI STUDENTI - Ma non sono stati solo i prof a manifestare il loro gradimento nei confronti di tale esperimento ben riuscito. Infatti anche i ragazzi si sono sentiti appagati da questa richiesta di partecipazione attiva, di aiuto e coinvolgimento in un settore in cui le loro competenze superavano di gran lunga quelle dei loro insegnanti. “La vera scommessa - ha commentato sempre la prof di musica Ombretta Maffeis, nonché alunna del corso - è mettere insieme i saperi di studenti e insegnanti: la conoscenza si costruisce andando oltre la paginetta da studiare e assemblando pezzi diversi in maniera originale e personale”.

E a te piacerebbe insegnare ai tuoi professori?

Margherita Paolini

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