Morire a 14 anni: la violenza dei nostri tempi

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

morire a 14 anni

La violenza è in grado di armare a volte solo menti crudeli, altre anche la mano omicida. Carolina e Fabiana sono due ragazze dai destini non troppo diversi, accomunate da un’unica condizione: quella di essere vittime. La prima, quattordicenne di Novara lanciatasi dal balcone della casa paterna lo scorso gennaio con il chiaro obiettivo di togliersi la vita, a causa delle vessazioni e della persecuzione a cui alcuni suoi coetanei l’avevano sottoposta. Fabiana Luzzi, invece, è stata brutalmente uccisa dalla furia omicida di un fidanzato spietato. Così si sono interrotte due giovani vite: Carolina aveva solo 14 anni, Fabiana presto ne avrebbe compiuti 16.

QUANDO IL CYBER BULLISMO UCCIDE- Negli ultimi anni sono aumentati vertiginosamente gli episodi di bullismo e persecuzione giovanile che trovano terreno fertile proprio nel mondo dei social network, tanto frequentato dagli adolescenti. Proprio in questi giorni otto minori di età compresa tra i 15 e i 17 anni, sono stati indagati con l’accusa di aver istigato al suicidio la giovane Carolina che, nella notte dello scorso 5 gennaio, decise di farla finita con un gesto davvero troppo estremo per una quattordicenne con una vita davanti. A cinque mesi dal tragico episodio, è arrivata così la svolta nell’inchiesta della Procura dei minori di Torino. I giovani cyber bulli sono indagati anche per la detenzione di materiale pedopornografico. Sarebbero stati due i video, attualmente incriminati, fatti circolare in rete insieme a offese di vario genere a spingere la giovane all’atto estremo.

TRAGEDIA A CORIGLIANO CALABRO- E’ di questi giorni la notizia della morte della quindicenne Fabiana Luzzi, uccisa venerdì scorso dalla mano spietata del proprio giovane fidanzato, a Corigliano Calabro. Sarebbe stata una litigata di gelosia a fomentare la furia omicida del sedicenne nei confronti della propria fidanzatina, inducendolo a toglierle la vita e ad infierire sul suo corpo carbonizzandolo. Il ragazzo avrebbe confessato la propria colpevolezza raccontando i dettagli sconvolgenti del proprio atto omicida. Un’altra giovane vita spezzata senza alcuna ragione, questa volta a causa di una violenza che non si è fermata alle parole.

INTERROMPIAMO LA CATENA DELLA VIOLENZA- Il cordoglio per le due giovani vittime è stato davvero tanto, come anche la solidarietà proveniente soprattutto dai compagni coetanei. Queste tragedie dovrebbero stimolare proprio i giovani a combattere dall’interno del loro mondo, anche attraverso una battaglia mediatica, qualsiasi fenomeno di violenza e bullismo. Non si può, infatti, continuare a morire nell’età che dovrebbe essere la più spensierata della vita.

E tu sei mai stato testimone o vittima di episodi di cyber bullismo?

Margherita Paolini

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