Daniele Grassucci
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Metal detector a scuola

Basta armi in classe. Dopo la recente escalation di episodi di violenza che ha scosso il mondo della scuola, il Governo passa dalle parole ai fatti. Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, hanno infatti firmato la già annunciata direttiva congiunta per rafforzare la sicurezza negli istituti scolastici.

La novità più discussa? La possibilità di introdurre controlli agli ingressi, eventualmente utilizzando anche i metal detector. Ma attenzione: la norma non punta a trasformare la scuola in un carcere di massima sicurezza. Perché la direttiva mette dei paletti ben precisi su chi potrà attivarla e in quali casi. Ecco cosa cambia.

Indice

  1. Metal detector: quando e come verranno usati
  2. Chi farà i controlli? Spoiler: non i prof
  3. Chi decide se fare o meno i controlli?
  4. Non solo armi: lotta a droga e bullismo
  5. Perché questa stretta?

Metal detector: quando e come verranno usati

Il testo del provvedimento parla chiaro: l'uso di strumenti di controllo non sarà la norma per tutte le scuole d'Italia, ma una misura eccezionale per le "situazioni più gravi".

Il documento autorizza, infatti, l'impiego di "dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici", quindi non i metal detector fissi - quelli che, per intenderci sono installati negli aeroporti - ma le "racchette" portatili, le stesse che vediamo per i controlli all’ingresso di concerti ed eventi sportivi.

L'obiettivo è impedire il più possibile l'introduzione a scuola di armi, come coltelli o pistole, o comunque di tutti quegli oggetti atti a offendere, che purtroppo sono comparsi sempre più spesso negli zaini degli studenti in tempi recenti.

Chi farà i controlli? Spoiler: non i prof

Un punto fondamentale, per la tranquillità degli studenti, è che nessun professore o collaboratore scolastico perquisirà le ragazze e i ragazzi. In quanto la direttiva specifica che l'attività di controllo dovrà restare "affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza" (Polizia, Carabinieri, ecc.), evitando qualsiasi coinvolgimento improprio del personale interno alla scuola. 

Insomma, nei piani del Governo la scuola deve restare un luogo in cui si fa educazione, mentre assicurare la sicurezza e l’incolumità delle persone che la vivono deve spettare in via esclusiva alle Forze dell'ordine.

Chi decide se fare o meno i controlli?

Inoltre, i controlli non arriveranno come un fulmine a ciel sereno o magari per un “capriccio” dei presidi. La procedura prevede, infatti, dei passaggi istituzionali ben precisi:

  • Tutto parte, comunque, dai Dirigenti Scolastici: sono loro che devono segnalare le criticità e richiedere l'intervento.

  • La palla passa poi ai Prefetti, che coordineranno un tavolo tecnico - il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica - insieme agli Uffici Scolastici Regionali, per valutare la situazione.

  • I due soggetti, insieme, valuteranno infine se attivare o meno controlli mirati presso il singolo istituto oppure se inserire la scuola in più ampi piani di controllo del territorio.

Non solo armi: lotta a droga e bullismo

I metal detector, però, sono solo la punta dell'iceberg di una direttiva che mira a contrastare a 360 gradi l'illegalità in ambiente scolastico. Visto che i controlli potranno scattare anche in presenza di altri indicatori di rischio, tra cui:

  • Spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti.

  • Episodi di bullismo segnalati e reiterati.

  • Comportamenti violenti che avvengono anche all'esterno degli istituti.

Perché questa stretta?

Nel testo della direttiva, i Ministri sottolineano come "la scuola è il luogo dove si insegna la cultura del rispetto" e che "la sicurezza è la condizione dell'autentica libertà".

L'obiettivo dichiarato, dunque, non è militarizzare le aule, ma evitare che "comportamenti pericolosi o illegali si consolidino", garantendo a studenti e personale di vivere la scuola in condizioni di assoluta sicurezza.

Per questo, parallelamente ai controlli, si punterà anche sul supporto psicologico e sociale. In tal senso, è previsto che ai tavoli per la sicurezza potranno partecipare anche servizi sociali e sanitari, per aiutare i ragazzi in situazioni di fragilità o disagio.

Qui il testo completo della direttiva:

Metal detector a scuola

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A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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