13 ottobre, studenti in piazza: vogliamo un'alternanza di qualità

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Di manliogrossi

Studenti in piazza contro l’alternanza intesa come ‘manodopera a costo zero’

L’appuntamento era questa mattina in più di 70 città italiane. Migliaia e migliaia di studenti in corteo hanno fatto sentire la loro voce: a Roma, i ragazzi sono arrivati fino al Miur per farsi ascoltare direttamente dalla ministra dell'istruzione. Obiettivo protestare contro l’alternanza scuola lavoro, o meglio, contro quelle situazioni tutt’altro che formative che alcuni studenti si sono ritrovati a vivere. I ragazzi sono infatti d’accordo all’alternanza scuola lavoro, purché questa sia coerente ai loro studi, solo così potrà essere davvero formativa e utile al loro percorso non solo scolastico ma anche di vita.


Si all’alternanza, ma diversa da com’è

Erano davvero tanti, provenienti non solo dai licei e dagli istituti di tutta Italia. Armati di striscioni, cartelli e qualche fumogeno per dare colore, ma soprattutto da tanta voglia di farsi sentire e far valere le loro idee, gli studenti hanno protestato in modo pacifico. Non si è registrato nessuno scontro, a vigilare ovviamente le forze dell’ordine che hanno controllato che i cortei si svolgessero in modo tranquillo rispettando l’itinerario concordato. Tanti cori urlati a gran voce, ma anche balli e momenti di condivisione. L’obiettivo quello di chiedere un’alternanza diversa da come, in alcuni casi, forse troppi, è stata fin ad ora concepita. “Siamo stufi di portare caffè e fare fotocopie – spiega Andrea Torti di Link Coordinamento Universitario - non volgiamo che la nostra formazione venga degradata a lavoro gratuito”.

Tute blu come provocazione

Alcuni dei manifestanti per l’occasione hanno indossato delle tute blu, proprio come quelle usate quotidianamente dagli operai. Una provocazione quindi per denunciare quanto sostengono alcuni studenti, ovvero che il loro percorso di alternanza è stato in realtà manodopera a costo zero per le aziende. I ragazzi chiedono quindi un ripensamento dell’alternanza scuola lavoro, non una abolizione. “Vogliamo cambiare questa scuola per cambiare questo paese" ha detto ai nostri microfoni Gianmarco Manfreda, coordinatore nazionale degli Studenti Medi. Presenti anche rappresentanti della Rete della Conoscenza e dell’Unione degli Studenti.
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1 dicembre 2017 ore 16:30

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