Critica su Facebook l’alternanza scuola lavoro e prende sei in condotta

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Di Redazione

È polemica nell' istituto Da Vinci di Carpi, come riportato da La Gazzetta di Modena: uno studente minorenne, dopo aver svolto le primissime ore di alternanza scuola-lavoro, ha pubblicato un post su Facebook, nel quale si è sfogato pesantemente contro il progetto, in particolare per il mancato pagamento per il lavoro svolto. La reazione della scuola non tarda, e il ragazzo si è ritrovato un bel sei in condotta.

6 in condotta dopo le critiche su Facebook: ecco come è andata

Ma come si è arrivati a questa decisione? Come spiega il preside dell'Itis, Paolo Pergreffi, il ragazzo ha iniziato il progetto lavorando a una mansione abbastanza ripetitiva, su alcune schede elettroniche. Un'attività, tuttavia, svolta anche dagli operai dell'impresa. Lo studente, tuttavia, non ha apprezzato il tempo trascorso in azienda e il fatto di non essere stato pagato per le ore di lavoro a suo parere ripetitive e non formative, e si è sfogato su Facebook usando termini che il preside ha definito "non accettabili" nei confronti della struttura ospitante e della scuola.

La decisione del consiglio di classe

Non si è comunque arrivati subito alla decisione di dare allo studente il 6 in condotta. Infatti l'alunno, che ha comunque concluso le tre settimane in azienda regolarmente, è stato in un primo momento convocato dalla scuola per iniziare un dialogo. Ma la polemica è continuata anche con i professori: per questo il consiglio di classe ha deciso infine di dargli il 6 in condotta. "Questo comportamento, che evidentemente deriva da un pregiudizio nei confronti del progetto, rischia di danneggiare anche il ragazzo. Il 6 in condotta è stato dato come conseguenza di un comportamento ritenuto inaccettabile, ma non è un giudizio definitivo e non pregiudica la promozione. Stiamo parlando peraltro di un ragazzo molto intelligente, che va bene a scuola" ha dichiarato il preside.

I rappresentanti degli studenti difendono il ragazzo

Immediata la reazione dei rappresentanti degli studenti, che sono intervenuti a difesa del ragazzo. Il Comitato Sisma.12, così come il Movimento giovanile della Sinistra di Modena, hanno usato parole critiche nei confronti della decisione, affermando il diritto dello studente ad esprimere il suo dissenso.

Luigi Barbieri

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