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L'azione che l'uomo svolge sulla superficie terrestre

Anche l'uomo contribuisce sensibilmente a modificare il volto della Terra. Egli, infatti, con la sua intelligenza cerca di dominare le forze della natura e apporta trasformazioni alla superficie terrestre sfruttando, talvolta in maniera insensata, il regno minerale, il regno vegetale e quello animale.
-Nel regno inorganico l'uomo ha mutato la fisionomia di intere regioni scavando gallerie nel sottosuolo per estrarre minerali utili, spianando colline, colmando valli e prosciugando paludi per creare colture agricole intensive, per tracciare strade, costruire paesi e città. L'uomo, inoltre, ha deviato il corso di alcuni fiumi, ha tagliato istmi per facilitare le comunicazioni tra i mari.
-Nel regno animale l'opera svolta dall'uomo è stata prevalentemente distruttiva. Egli, infatti, ha eliminato animali inutili o dannosi per favorire la diffusione di specie domestiche, economicamente più remunerative. Sovente l'uomo, credendosi arbitrariamente padrone assoluto dell'universo, ha dato una caccia, tanto spietata quanto pazzesca, a molti animali selvatici, per procurarsi pellicce,avorio, penne, ecc. In tal modo ha sterminato non poche specie di animali e sta oggi compromettendo l'esistenza di altre specie assai pregiate: aquila, orso, muflone, ecc.
-Nel regno vegetale l'azione distruttiva dell'uomo è ancora più evidente. Egli, infatti, ha abbattuto foreste e boschi, trasformando la loro superficie in terreni agrari investiti a colture intensive di piante alimentari e industriali. In compenso, però, occorre riconoscerlo, altre zone aride o desertiche sono state trasformate in terreni fertili, ricoperti del manto vegetale. L'uomo, tuttavia, pur avendo qualche merito nei confronti della natura per l'istituzione di parchi nazionali e di riserve di ripopolamento, in questi ultimi decenni si è reso responsabile di gravi disordini ecologici, turbando l'equilibrio nei regni della natura i quali, com'è risaputo, sono tra loro interdipendenti.
Dalle letture di carattere ecologico poste al termine di ogni capitolo del testo, risulta chiaramente che se l'uomo non dovesse arrestarsi nella sua indiscriminata azione distruttiva della natura, finirebbe inesorabilmente per sopprimere se stesso.

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