Formazione del corpo umano

Le cellule germinali o gameti sono cellule speciali il cui numero di cromosomi è ridotto a metà rispetto al numero di cromosomi presenti nelle altre cellule del corpo, dette anche cellule somatiche. Nella specie umana i gameti hanno 23 cromosomi, mentre le cellule somatiche ne hanno 46. Tenendo presente questa particolarità, è facile comprendere come si possa formare un nuovo organismo della medesima specie dei genitori, cioè con 46 cromosomi.
Un gamete maschile consta di una testa (contenente il nucleo) e di un lungo flagello mobile o coda.
Nel caso in cui un gamete maschile incontri un ovulo, si può verificare la sua fusione con il nucleo del gamete femminile: è questa la fecondazione. La cellula che deriva dalla fecondazione, chiamata zigote, contiene i 23 cromosomi del gamete maschile e i 23 cromosomi del gamete femminile, e porta quindi i caratteri ereditari del padre e della madre.

Lo zigote, dopo la fecondazione, comincia subito a moltiplicarsi formando 2-4-8-16 cellule e si annida nella membrana interna dell'utero, un sacco a forma di pera che costituisce il grembo materno. Si viene così a formare un abbozzo del futuro organismo, chiamato embrione. Il periodo dello sviluppo del bambino nel grembo materno è chiamato gestazione o gravidanza. Fin dall’inizio della gestazione, l’embrione resta avvolto in una vescichetta ripiena di liquido, il liquido amniotico.

Mentre l’embrione si sviluppa, la mucosa uterina subisce profonde trasformazioni e dà origine a un organo che sembra una focaccia e che si chiama placenta; questa rappresenta il collegamento tra la madre e la piccola creatura. Allorché l’embrione acquista la forma completa del bambino, prende il nome di feto. Una particolarità del feto riguarda l’apparato circolatorio: in esso il sangue venoso si mescola con quello arterioso, mediante un’apertura tra l’atrio destro e l’atrio sinistro del cuore, detta foro di Botallo.

L’organo di comunicazione tra la placenta e il feto è il cordone ombelicale in cui passano due arterie e una vena. Le arterie recano al feto il nutrimento e l’ossigeno; la vena asporta dal feto le sostanze di rifiuto, specialmente anidride carbonica. Grazie alla placenta, il sangue della madre e del bambino non si mescolano mai, cioè i rispettivi sistemi circolatori sono completamente separati.
È superfluo ricordare che il feto, ricevendo dalla madre sangue già ossigenato, per respirare non ha bisogno di mettere in azione i polmoni.

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