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Una superata classificazione delle particelle

Man mano che le particelle scoperte crescevano in numero, i fisici cercavano di classificarle in gruppi omogenei. La prima suddivisione, basata sui valori delle masse, distribuiva le particelle fra le tre classi dei leptoni (le più leggere), dei barioni (le più pesanti) e dei mesoni (di massa intermedia).
Questa classificazione è ormai superata da nuove idee e nuove scoperte e il significato di questi termini è oggi legato ad altre proprietà delle particelle.
Nella classe dei mesoni sono infatti incluse anche le particelle J/Ψ e Y, scoperte rispettivamente nel 1974 e nel 1977, che sono più pesanti dei barioni, e alla classe dei leptoni è stata attribuita la particella tau, indicata anche con il simbolo T (lettera greca "tau") e individuata nel 1975, la cui massa è quasi il doppio di quella del protone.

Una classificazione più razionale

Il criterio attualmente adottato per mettere ordine fra le molte particelle è quello di suddividerle in base alle forze fondamentali con cui interagisco no fra loro. Le particelle vengono dunque classificate in: leptoni, interagenti attraverso la forza nucleare debole e comprendenti l'elettrone, il muone, il tau, i tre tipi di neutrini ve, vp, (elettrofiico, muonico e tauonico) e le corrispondenti antiparticelle;

• adroni, interagenti attraverso la forza nucleare forte e suddivisi nel sottogruppo dei mesoni, aventi spin nullo o intero, e in quello dei bariòni.

• bosoni intermedi, che comprendono il fotone e le particelle di campo dell'interazione elettro debole.

Attraverso la forza debole un leptone può anche interagire con un adrone, e un adrone interagire con un altro adrone. Invece, attraverso la forza forte interagiscono solo adroni con adroni. Tutte le particelle cariche, indistintamente, possono infine compiere fra loro interazioni di tipo elettromagnetico.

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