Concetti Chiave
- L'incanto di Laura è rappresentato dalla sua bellezza e bontà, che restano vive nella memoria del poeta nonostante il passare del tempo.
- La descrizione di Laura evoca un'immagine angelica e soprannaturale, con tratti come i capelli biondi e gli occhi luminosi che infiammano il poeta.
- Petrarca reinterpreta la tradizione poetica con originalità, attribuendo la bellezza di Laura anche alla sua percezione innamorata.
- Nonostante il tempo affievolisca la bellezza di Laura, l'amore del poeta rimane profondo e immutabile, assumendo una dimensione quasi divina.
- L'alternanza dei tempi verbali nel sonetto riflette le incertezze del poeta tra la bellezza eterna e quella effimera, evidenziando gli effetti del tempo sull'amore.
L'incanto di Laura
È un sonetto d’innamoramento composto molti anni dopo il primo incontro con Laura, quando ormai la bellezza della donna appare irrimediabilmente sfiorita. Nella memoria del poeta l’immagine dell’amata rimane però intatta, con la sua bellezza e la sua bontà: la perfezione di Laura suscita un incanto che resiste anche allo scorrere del tempo. È l’incanto stesso della grande poesia.
● l’apparizione della donna come creatura sovrumana;
● il fascino dell’amata a cui il poeta non può resistere;
● la dolcezza della visione, capace di resistere allo scorrere del tempo.
● Sonetto con quartine a rime incrociate (schema: ABBA ABBA) e terzine a rime CDE DCE.
Qual è la bellezza di Laura?
Il poeta ricorda Laura nel pieno della sua bellezza. In un indefinito passato («Erano») prendono vita alcuni tratti che infiammarono d’amore il poeta: le chiome bionde mosse dal vento, gli occhi luminosi, il viso atteggiato a bontà. L’incedere simile a quello di una creatura angelica e il suono della sua voce fanno apparire la donna come un essere soprannaturale, uno spirito divino incarnato, un sole vivente. E se anche Laura oggi appare diversa, assai meno splendente a causa dello scorrere del tempo, la ferita d’amore rimane viva e pungente. La lode della donna-angelo era tra i motivi più frequenti nella lirica d’amor cortese. Petrarca recupera tale motivo e lo sviluppa, prendendo in prestito un’espressione del linguaggio cinematografico, con un montaggio alternato: dedica cioè la prima e la terza strofa alla rappresentazione/descrizione della donna amata; incentra invece la seconda e la quarta strofa sull’analisi delle proprie reazioni (lo si nota in particolare ai versi 7 e 13, nei quali compare il pronome personale “io”). Nella lode di Laura sono riconoscibili alcuni elementi tradizionali fissati dalla poesia d’amor cortese: i capelli sono biondi, i suoi occhi risplendono, la donna «passa per via» mostrandosi quale creatura sovrumana, la sua visione apre immediatamente nel poeta-amante una ferita d’amore. Tutti spunti già letti nei lirici precedenti.
L'originalità di Petrarca
Dai poeti provenzali Petrarca riprende anche il senhal, ossia l’artificio retorico con cui essi occultavano nei loro testi il nome della donna amata. Qui il senhal sfrutta l’omofonia (ossia l’identità di suono) tra «l’aura» (il vento) e il nome dell’amata (Laura). Petrarca, però, non si accontenta di riprendere la tradizione, ma la rielabora in modo originale. Anzitutto, sembra che lo splendore di Laura non sia soltanto una sua qualità: è lo sguardo innamorato del poeta ad attribuire alla donna quella natura così angelica, come lasciano ipotizzare le forme verbali in prima persona «mi parea» (v. 6) e «quel ch’i’ vidi» (v. 13). Inoltre, la Laura di Petrarca non è un angelo al riparo delle cose terrene: al contrario, gli anni passano anche per lei, come possiamo cogliere dal verso 13, che pure usa una forma dubitativa («et se non fosse or tale»). L’affievolirsi della bellezza è un motivo inedito, sconosciuto ai precedenti poeti d’amore. Dunque gli anni passano per tutti e nemmeno Laura è immune al cambiamento.
L'amore eterno
La luce dei suoi occhi ora è più fievole; ella forse non possiede più quella potenza divina («spirito celeste», v. 12) che faceva ardere d’amore il poeta. Ma, a dispetto del tempo, non muta la profondità del sentimento amoroso: esso non è «piagha» (v. 14) che possa guarire. Un amore di questo tipo, ideale e insieme umanissimo, acquista la dignità di una dedizione quasi soprannaturale, capace di resistere intatta nel tempo. Un aspetto molto caratteristico del sonetto è l’oscillazione dei tempi verbali. L’imperfetto («Erano», «avolgea», «ardea», «parea», «avea», «era», «sonavan») ha una funzione descrittiva e proietta nel passato la bellezza di Laura. Il passato remoto («arsi», «fu» «vidi») sottolinea, invece, l’unicità dell’evento (ossia il primo incontro e il successivo innamoramento). Infine, il presente («son», «non sana») mostra gli effetti dello scorrere del tempo: al verso 4 come mutamento (lo sguardo di Laura ha perso luce), al verso 14 come permanenza (l’amore è rimasto inalterato). Tale alternanza sembra riflettere le incertezze del poeta, perennemente in dubbio tra ciò che resta eterno e immutabile nel tempo e ciò che invece è effimero e quindi destinato a sfumare.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del sonetto dedicato a Laura?
- Come viene descritta la bellezza di Laura nel sonetto?
- Qual è l'originalità di Petrarca rispetto alla tradizione poetica precedente?
- In che modo il sonetto riflette l'oscillazione dei tempi verbali?
- Qual è la natura dell'amore descritto nel sonetto?
Il sonetto esplora l'incanto dell'amore e la bellezza di Laura, che, nonostante il passare del tempo, rimane intatta nella memoria del poeta, evidenziando la potenza della poesia nel preservare tali sentimenti.
Laura è rappresentata come una creatura sovrumana, con capelli biondi e occhi luminosi, evocando un'immagine angelica che incanta il poeta, anche se il tempo ha attenuato la sua bellezza.
Petrarca rielabora la tradizione dell'amor cortese introducendo l'idea che la bellezza di Laura non è solo intrinseca, ma è anche il risultato dello sguardo innamorato del poeta, evidenziando il passare del tempo e l'affievolirsi della bellezza.
L'alternanza tra imperfetto, passato remoto e presente nel sonetto sottolinea la bellezza passata di Laura, l'unicità del primo incontro e la permanenza dell'amore, evidenziando le incertezze del poeta riguardo al tempo e all'eternità.
L'amore è descritto come ideale e umanissimo, capace di resistere al tempo e alle sue trasformazioni, rimanendo una ferita profonda e inalterata nel cuore del poeta, nonostante la bellezza di Laura sia cambiata.