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In Francia nasce una corrente letteraria, il NATURALISMO che vuole ritrarre la società in tutte le sue componenti, anche quelle più umili nella maniera più naturale e realistica possibile (poema sulla rivoluzione industriale).
Nasce da esso:
- il positivismo, una filosofia secondo la quale il progresso economico e scientifico porterà ad un’evoluzione positiva della società poiché miglioreranno le condizioni economiche e la società non avrà più fame e non sarà più in difficoltà.
- il determinismo che è una teoria secondo la quale le condizioni in cui uno vive e cresce influenzano il suo futuro quindi chi non viene istruito e vive male non avrà un bel atteggiamento nei confronti del mondo e ciò induce ad avere comportamenti antisociali anche se finirà per concentrarsi nelle classi che sono considerate un problema dal punto di vista politico.

Emile Zola ha scritto una serie di romanzi: il ciclo di Rougon Macquart in cui si segue la storia di una famiglia. Parla degli operai, dei ferrovieri, dei minatori quindi per la prima volta si interesse alle classi sociali di cui non si era mai interessato nessuno. Diventa famoso quando viene fatto un processo fasullo ad un ufficiale poiché lui era ebreo e volevano suggerire che essi erano una minaccia. Egli li accusa di essere colpevoli di questa montatura ma anche se aveva ragione è stato costretto a lasciare la Francia, ha avuto quindi una forte impronta nell’opinione pubblica.

Questa letteratura francese veniva letta in Italia e attirava l’attenzione di giornalisti che ne prendevano spunto e pensavano che anche in Italia si avesse dovuto fare così’

Luigi Capuana convince Verga (scrittore di Catania) a provare a scrivere qualcosa che racconti la realtà della Sicilia e lui scrive il bozzetto di Nedda, una raccoglitrice di olive che faceva un lavoro stagionale e quando sua mamma è morta non aveva soldi per comprarsi un vestito da lutto e per questo veniva criticata. Ella ha una figlia che si ammala ma non può acquistare i farmaci: racconta le condizioni di questa ragazza e da qui nasce il lato verista di Verga.

I veristi applicavano il realismo manzoniano al tempo in cui vivevano. Fecero una ricerca linguistica: parlavano di gente che sapeva solo il dialetto. Verga scriveva in italiano usando i proverbi e i modi di dire del popolo e racconta le storie come se la fosse la stessa gente del paese a parlare. L’Italia era governata da aristocratici e alto-borghesi che non avevano idea di com’era la vita dei poveri. Per raccontare le loro storie Verga dovrebbe usare il dialetto ma nessuno lo capirebbe perciò racconta le storie come se fosse raccontate dagli abitanti del paese con pettegolezzi ecc..

Verismo=società agricola
Naturalismo= società industriale

Il verismo di diffonde in tutta Italia ma Verga è il più incisivo e diventa il simbolo di questa letteratura.

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