Ominide 8595 punti

La figura del poeta


Cos’è un poeta? Alle origini della civiltà occidentale, il greco Archiloco si definisce in maniera limpida e concisa come portatore di un dono sacro concessogli dagli dei.
Questa concezione rimane nella sostanza valida fino all’inizio dell’Ottocento, quando il ruolo del poeta entra profondamente in crisi e viene ridiscusso; i testi di Coleridge, Leopardi, Baudelaire e Rimbaud provano a ridefinirla: rimane l’idea che il poeta abbia un dono speciale che lo rende diverso dagli altri, ma questo dono sembra non essere più per nulla apprezzato dalla società di cui egli fa parte.
Servo io sono di Enialio di Archiloco: La poesia viene descritta dal lirico greco Archiloco come un dono degli déi. Nello stesso tempo Archiloco si definisce insieme un poeta e un guerriero; la poesia, ai suoi tempi, non è un mestiere a sé ed è perfettamente compatibile con l’essere immerso nella vita reale e nelle scelte di campo. Questi due aspetti – la sacralità della poesia e del poeta, la piena armonia fra la poesia e la vita – caratterizzano la poesia delle origini in quasi tutte le culture, nonché, per lunghissimo tempo, l’intera poesia occidentale. Archiloco, poeta e soldato greco del VII sec. a.C.
L’albatro di Charles Baudelaire: A metà Ottocento Baudelaire definisce con chiarezza visionaria la situazione del poeta nella società moderna. Rimane ancora intatta la dimensione sacrale del poeta, “principe dell’azzurro”, capace di volare in alto come i grandi albatri, i nobili e giganteschi uccelli di mare che seguono le navi nei loro viaggi transoceanici.
Cambia totalmente il ruolo della società, che non è più solidale col poeta, non lo avverte più come propria voce, e anzi lo ritiene completamente inutile e lo deride: l’albatro, una volta caduto prigioniero dei marinai che si prendono gioco di lui, perde la sua bellezza e la sua dignità e diventa ridicolo e goffo: proprio le sue “ali di gigante” che lo sostengono nel volo gli impediscono di camminare.
Il battello ebbro di Jean Arthur Rimbaud: Rimbaud radicalizza la concezione del poeta che si era andata formando nel suo secolo. Essere isolato e rifiutato dalla società circostante diventa per lui un modo per poter gettarsi completamente nella scoperta di mondi nuovi, che forse sarà possibile comunicare poi a tutti. L’immagine impiegata per rappresentare questa situazione è quella di un battello il cui equipaggio scompare: l’imbarcazione inizia allora a vagabondare trascinata dalle correnti per gli oceani, vedendo spettacoli misteriosi e sconosciuti, belli e terribili. Alla fine, però, il battello, devastato dalla durezza del viaggio, dichiara di essere mortalmente stanco: non desidera più viaggiare e, se qualche acqua lo attrae ancora, è la fragile pozzanghera simbolo della rassegnazione e della stanchezza. Scritto molto prima che Rimbaud decidesse davvero di abbandonare la poesia e di fuggire dall’Europa, il battello ebbro anticipa, con una misteriosa intuizione, quelle che saranno le avventure della mente, le scelte e la sconfitta finale del giovane poeta.
Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario 800?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità