
C'è un video su TikTok che sta girando parecchio nelle ultime ore, e se sei uno studente di Lettere probabilmente ti ha fatto venire voglia di mandarlo a qualcuno di specifico.
Una studentessa universitaria, stanca di sentirsi ripetere che la sua è una laurea facile, ha deciso di rispondere nel modo più efficace possibile: senza dire una parola, ha iniziato a posare sulla scrivania i libri per il prossimo esame.
La conta è di sette tomi, il primo dei quali misura - a occhio - intorno alle 800 pagine. E anche gli altri non scherzano.
@4lireads @giuliapellegrini4 ovunque proteggimi. #booktok #perte #fyp #universita #letteremoderne
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Il pregiudizio più duro da sfatare
La lotta tra facoltà scientifiche e facoltà umanistiche è una realtà che pone non poche difficoltà: secondo il pregiudizio generale, le facoltà scientifiche fanno parte della sfera di discipline basate su dati certi, su attività concrete e utili, molto più impegnative e con uno sbocco lavorativo sicuro.
Mentre quelle umanistiche sono discipline ideali, nobili certo, ma nel senso dispregiativo- più una laurea su carta che un preludio a una professione riconosciuta.
È uno stereotipo antico, radicato e difficile da scalfire. E chiunque abbia mai studiato Lettere sa che non basta spiegarlo - perché la risposta è sempre la stessa: "ma dai, voi leggete libri". Come se leggere libri fosse una passeggiata.
Come se non esistesse la differenza abissale tra leggere per piacere e leggere per un esame universitario di filologia.
Cosa si studia davvero a Lettere
Per chi non lo sapesse, un corso di laurea in Lettere ha l'obiettivo di fornire una solida e approfondita formazione di base, metodologica e storica, nell'ambito delle discipline letterarie, filologiche e linguistiche, su un arco di tempo che va dall'età antica al medioevo latino e romanzo fino all'epoca moderna e contemporanea.
Non è esattamente "leggere qualche romanzo".
Il piano di studi di un triennio in Lettere include - a seconda dell'ateneo e dell'indirizzo - letteratura italiana, letteratura latina, storia medievale, storia moderna, storia contemporanea, filologia romanza, linguistica, storia dell'arte, geografia, filosofia, greco antico.
Spesso tutto nello stesso anno. I laureati umanistici possiedono una solida formazione relativa agli studi letterari, linguistici, storici, filosofici e filologici, attraverso la quale sviluppano capacità di comprensione e analisi, ovvero quello che comunemente rientra nell'accezione di "pensiero critico".
E il pensiero critico, per chi non lo sapesse, non si sviluppa leggendo i riassunti. Inoltre, si tratta a tutti gli effetti di una skills che sarà sempre più richiesta perché fondamentale per allenare e gestire le Intelligenze Artificiali.
Il problema dei libri
La differenza fondamentale tra lo studio scientifico e quello umanistico non è nella quantità di fatica - è nella natura dello studio. In ingegneria si fanno esercizi, si applicano formule, si risolvono problemi. In Lettere si legge, e poi si legge ancora.
Un singolo esame di storia della letteratura italiana può richiedere la lettura integrale di tre o quattro testi, più un manuale di seicento pagine, più una serie di saggi critici che nessuno nomina fino a tre giorni prima dell'appello.
La studentessa del video lo sa. E quei sette volumi sulla scrivania non sono un'eccezione: sono la normalità di un qualsiasi esame annuale da dodici crediti. Ottocento pagine non sono tante se hai un semestre davanti.
Diventano tante quando ti rendi conto che quel semestre lo stai passando anche a seguire altri cinque corsi in parallelo.