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La Repubblica

Per quasi due anni hanno occupato le università, attraversato il Paese a piedi e riempito le piazze chiedendo giustizia.

Ora quegli stessi studenti hanno fatto qualcosa che, fino a poco tempo fa, sembrava impensabile: vincere le elezioni politiche e mettere fine al dominio del gruppo politico che governava la Serbia da 14 anni.

È successo domenica 25 ottobre 2026, quando milioni di cittadini serbi sono stati chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento. A conquistare la maggioranza dei voti è stata la Lista degli Studenti, nata da un movimento di protesta contro la corruzione e il deterioramento delle istituzioni democratiche.

Secondo i dati provvisori diffusi dalla Commissione elettorale serba nella mattinata del 26 ottobre, la lista sostenuta dagli studenti ha ottenuto il 52,54% dei voti, contro il 39,29% della coalizione legata ad Aleksandar Vučić, protagonista della politica nazionale dal 2012.

Una sconfitta che lo stesso Vučić ha riconosciuto pubblicamente, mentre a Belgrado migliaia di persone scendevano in strada per festeggiare.

Ma come ha fatto un movimento nato tra le aule universitarie a trasformarsi nella principale forza politica del Paese? E soprattutto, perché questa vittoria potrebbe segnare una svolta per l'intera Serbia? 

Indice

  1. Le elezioni in Serbia: i risultati della storica vittoria degli studenti 
  2. Tutto è iniziato a Novi Sad: la tragedia che ha portato gli studenti in piazza 
  3. Dalle occupazioni universitarie alla politica: come è nato il movimento studentesco
  4. Chi sono i candidati della Lista degli Studenti e che cosa vogliono cambiare
  5. Chi è Aleksandar Vučić e perché la sua sconfitta è così importante
  6. Perché questa vittoria può cambiare il futuro della Serbia

Le elezioni in Serbia: i risultati della storica vittoria degli studenti 

I numeri raccontano la portata del cambiamento. Alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre, la Lista degli Studenti ha superato nettamente la coalizione Aleksandar Vučić – Serbia Unita, guidata dal Partito Progressista Serbo (SNS).

Secondo i dati provvisori della Commissione elettorale, riferiti a 8.077 seggi scrutinati, il risultato è il seguente.

elezioni serbia
Elaborazione dati commissione elettorale serba

Alle urne si sono presentati oltre 4,2 milioni di cittadini, con un'affluenza vicina al 69%. Una partecipazione particolarmente significativa, che testimonia quanto la posta in gioco fosse sentita dalla popolazione.

Le prime proiezioni attribuiscono al movimento studentesco una maggioranza assoluta dei 250 seggi del Parlamento, con circa 138-140 deputati. Restano da completare gli adempimenti ufficiali e la distribuzione definitiva dei seggi.

La sera stessa del voto, Vučić ha ammesso la sconfitta. Una dichiarazione che ha dato immediatamente il via ai festeggiamenti nella capitale, tra bandiere, cortei e migliaia di persone riunite nelle strade.

Per comprendere la portata del risultato, però, bisogna tornare indietro di quasi due anni, a una tragedia che ha cambiato profondamente la Serbia.

Tutto è iniziato a Novi Sad: la tragedia che ha portato gli studenti in piazza 

Il 1° novembre 2024, una parte della pensilina esterna della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel nord della Serbia, crolla improvvisamente. Il bilancio finale è di 16 morti.

La stazione era stata interessata da lavori di ristrutturazione e l'incidente scatena immediatamente interrogativi sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla trasparenza degli appalti pubblici e sulle possibili responsabilità delle autorità.

Per molti cittadini, quella tragedia diventa il simbolo di un problema più ampio: la corruzione e la mancanza di controlli che i manifestanti denunciano da tempo. Le responsabilità individuali e le eventuali irregolarità, naturalmente, richiedono accertamenti giudiziari.

Le prime proteste sono contenute. Gruppi di studenti e cittadini organizzano minuti di silenzio e blocchi stradali per commemorare le vittime. Poi la mobilitazione cresce, coinvolgendo progressivamente università, insegnanti, lavoratori e famiglie.

Nel gennaio 2025, dopo settimane di tensioni e manifestazioni, il primo ministro Miloš Vučević presenta le dimissioni. A marzo, Belgrado ospita una delle più grandi proteste antigovernative della storia recente del Paese.

A diventare il simbolo del movimento è l'impronta di una mano rossa, con cui i manifestanti denunciano quelle che ritengono essere le responsabilità politiche della tragedia.

Dalle occupazioni universitarie alla politica: come è nato il movimento studentesco

Il movimento prende forma nelle facoltà universitarie, dove gli studenti organizzano assemblee, gruppi di lavoro e attività di coordinamento.

La particolarità è il suo funzionamento: anziché affidarsi a un unico leader, i ragazzi costruiscono una rete decentralizzata, con decisioni discusse collettivamente e responsabilità distribuite tra i partecipanti.

Le mobilitazioni si estendono ben oltre i campus. Gli studenti percorrono lunghe distanze a piedi, attraversano piccoli centri abitati e incontrano persone che, fino a quel momento, erano rimaste lontane dalla protesta.

La solidarietà arriva anche dai cittadini, che offrono cibo, alloggio e sostegno durante i cortei. Il movimento riesce così a coinvolgere fasce molto diverse della società serba. Uno degli aspetti più sorprendenti è proprio la capacità di trasformare una protesta universitaria in un progetto collettivo.

La richiesta iniziale di fare luce sulla tragedia di Novi Sad si allarga alla lotta contro la corruzione, alla difesa della libertà di informazione e alla necessità di garantire istituzioni più indipendenti.

Nel frattempo gli studenti imparano anche a utilizzare comunicazione digitale, social network e organizzazione territoriale per raggiungere un pubblico sempre più ampio.

La protesta, insomma, costruisce nel tempo le basi per affrontare una sfida ben più complessa: quella delle elezioni.

Chi sono i candidati della Lista degli Studenti e che cosa vogliono cambiare

La svolta arriva con la nascita della Students Win, la lista elettorale sostenuta dal movimento studentesco.

A differenza di quanto si potrebbe immaginare, non tutti i candidati sono giovani universitari. La lista riunisce 250 persone provenienti da professioni ed esperienze differenti, tra cui docenti, medici, attivisti, artisti e sportivi.

I nomi sono stati proposti attraverso le assemblee universitarie e successivamente discussi a livello nazionale. Uno dei principali criteri di selezione è stato quello di privilegiare persone senza precedenti incarichi politici di alto livello.

Tra le figure di riferimento compare il cardiologo Ilija Srđanović, che ha rifiutato di presentarsi come leader personale del movimento. Anche questa scelta riflette la volontà degli studenti di superare un modello politico fortemente legato alla figura di un singolo capo.

Ma quali sono le principali proposte? La lotta alla corruzione costituisce il cuore del programma, insieme alla volontà di rafforzare l'indipendenza delle istituzioni e rendere più trasparenti le procedure di appalto pubblico.

Tra le misure indicate figurano anche interventi contro l'arricchimento illecito, il miglioramento dei servizi pubblici, la distribuzione gratuita dei libri scolastici e la riduzione dei prezzi dei medicinali.

La lista ha però mantenuto posizioni meno dettagliate su alcune questioni delicate, come i rapporti con l'Unione europea, il Kosovo e la Russia. Sono temi sui quali un eventuale nuovo governo sarà chiamato a prendere decisioni precise.

Chi è Aleksandar Vučić e perché la sua sconfitta è così importante

Per capire il significato politico delle elezioni bisogna conoscere anche il protagonista della parte sconfitta.

Aleksandar Vučić è stato una delle figure dominanti della politica serba per oltre un decennio. Il Partito Progressista Serbo, di cui è stato il principale riferimento, governa dal 2012; Vučić è stato primo ministro dal 2014 al 2017 e successivamente presidente della Repubblica.

Nel settembre 2026 si è dimesso dalla presidenza per candidarsi alla guida del governo in vista delle elezioni anticipate. La sua coalizione ha impostato la campagna elettorale sulla crescita economica, sugli investimenti infrastrutturali e sulla stabilità politica.

I suoi oppositori, invece, lo accusano di aver progressivamente concentrato il potere, indebolito la libertà dei media e favorito un sistema caratterizzato da corruzione e pressioni sulle istituzioni. Accuse che Vučić e il suo schieramento respingono.

La vittoria degli studenti rappresenta dunque un cambiamento importante negli equilibri politici serbi.

Perché questa vittoria può cambiare il futuro della Serbia

Il successo della Lista degli Studenti apre una fase nuova, ma presenta anche sfide considerevoli. Il movimento dovrà innanzitutto tradurre in decisioni politiche le richieste che lo hanno portato alla vittoria, dalla trasparenza amministrativa al funzionamento della giustizia e delle istituzioni.

Poi ci sarà la politica estera. La Serbia è un Paese candidato all'ingresso nell'Unione europea, ma mantiene anche rapporti importanti con Russia e Cina. La questione del Kosovo continua inoltre a rappresentare uno dei nodi più delicati della sua posizione internazionale.

A questo si aggiunge il problema della transizione del potere dopo tanti anni di governo dello stesso schieramento.

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