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IlSole24Ore

Dai 40mila posti letto di partenza a quota 113mila, con circa 30mila nuove disponibilità attese entro il 2027.

È il bilancio tracciato dalla ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, a margine dell'evento "Le nuove residenze universitarie. L'esperienza della Legge 338/2000", organizzato a Milano dalla Fondazione Collegio delle Università Milanesi.

Il tema riguarda direttamente chi studia fuori dalla propria città e ogni anno fa i conti con affitti alle stelle. Bernini ha collegato l'aumento dei posti letto a un obiettivo preciso: abbassare i prezzi degli alloggi per famiglie e ceto medio, non solo aumentarne il numero.

Accanto all'annuncio, il Ministero ha presentato anche una piattaforma digitale pensata per orientare studenti e famiglie nella ricerca di una residenza universitaria.

Indice

  1. I posti letto universitari puntano a quota 113mila
  2. Alloggi gratuiti e affitti ridotti per gli studenti
  3. Il calo degli immatricolati spinge a rendere l'università più accessibile

I posti letto universitari puntano a quota 113mila

"Quando sono arrivata c'erano 40mila posti letto, ne lascerò circa 113mila, con la possibilità di aggiungerne altri", ha dichiarato Bernini durante l'evento milanese. Ai 40mila posti già esistenti, ha spiegato la ministra, si aggiungono circa 10mila realizzati con il precedente modello di finanziamento.

A questi si somma il piano housing, che prevede 63.220 posti letto, di cui 33mila già pronti e circa 30mila da realizzare entro il 2027. Il totale, tenendo insieme le tre voci, porta la disponibilità complessiva verso i 113mila posti.

Il numero potrebbe ancora crescere: Bernini ha citato il nuovo bando della Legge 338/2000, che prevede il cofinanziamento diretto da parte delle università e potrebbe aggiungere ulteriori posti a quelli già annunciati.

Alloggi gratuiti e affitti ridotti per gli studenti

Sul fronte dei costi, la ministra ha chiarito che non esiste un prezzo unico per tutti gli alloggi universitari.

"Non abbiamo un costo fisso: almeno il 30 per cento dei posti è gratuito perché legato agli enti per il diritto allo studio, mentre per gli altri è prevista una riduzione di almeno il 15 per cento rispetto ai valori medi di mercato", ha spiegato Bernini.

Quei valori di mercato, ha precisato, sono certificati presso l'Agenzia delle Entrate comune per comune, strada per strada.

Il Ministero ha inoltre presentato una nuova piattaforma digitale, sviluppata con il Politecnico di Torino, con una mappa interattiva per individuare le residenze sul territorio e consultarne caratteristiche e dati.

Il calo degli immatricolati spinge a rendere l'università più accessibile

Il tema dei posti letto si inserisce in un contesto in cui l'università fatica ad attrarre nuovi iscritti. Dopo nove anni di crescita costante, nell'anno accademico 2021-2022 gli immatricolati hanno registrato un brusco calo, secondo i dati parziali del Mur.

In quello stesso anno la quota di immatricolati sulla popolazione tra i 18 e i 21 anni era pari al 13,8%. Mantenendo costante questa proporzione, entro il 2041-2042 l'Italia potrebbe contare circa 70mila immatricolati in meno rispetto al 2021-2022, sulla base delle proiezioni demografiche dell'Istat.

Gli atenei tradizionali hanno già iniziato a muoversi: negli ultimi sei anni hanno aggiunto 91 corsi in modalità telematica o mista, 50 dei quali tra il 2019-2020 e il 2021-2022.

Investire su alloggi più accessibili, in questo scenario, diventa una delle leve per rendere l'università una scelta più praticabile, non solo un percorso a ostacoli.

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