
Pensavi che laurearti in tre anni fosse la norma? I dati dicono il contrario. Secondo la XXVII Indagine di Almalaurea (2025), elaborata da Skuola.net, appena il 58% degli universitari conclude il proprio percorso nei tempi previsti.
Mentre Ingegneria Industriale svetta come la triennale completata più velocemente, ci sono facoltà dove il traguardo sembra irraggiungibile. O quasi.
Il primato dei ritardi tra le triennali spetta ad Architettura e Ingegneria Civile. I tempi si dilatano drammaticamente anche a causa di lavoro, geografia e lacune scolastiche. Ecco quali sono i percorsi più "lenti".
Indice
Architettura e Ingegneria Civile: un'attesa infinita
In termini di percorsi di studio, alcuni corsi mostrano indici di ritardo nettamente superiori alla media. Tra le lauree, Architettura e Ingegneria civile si posiziona come vero e proprio fanalino di coda per i tempi di conseguimento tra le triennali.
In questi specifici corsi di laurea gli studenti arrivano ad accumulare ben il 44% di tempo in più rispetto all'effettiva durata delle attività didattiche. Al polo diametralmente opposto troviamo invece gli studenti della triennale in Ingegneria Industriale, che sono i più veloci in assoluto a terminare gli studi, con un'età media alla laurea di 23,7 anni.
Qui di seguito la classifica:
-
Ingegneria industriale (triennale): i più veloci in assoluto a tagliare il traguardo, con un'età media alla laurea di 23,7 anni.
-
Scienze motorie e sportive (triennale): medaglia d'argento per rapidità tra i corsi di primo livello.
-
Economico (triennale): si posiziona a metà classifica, con tempi di conseguimento nella media.
-
Psicologico (triennale): subito dietro l'ambito economico, inizia a registrare tempi leggermente più dilatati.
-
Giuridico (triennale): si piazza tra i percorsi triennali più lenti da portare a termine.
-
Architettura e ingegneria civile (triennale): il fanalino di coda delle triennali, dove si accumula il maggior ritardo.
-
Medico-sanitario (ciclo unico): fuori dalla categoria delle triennali, detiene il record assoluto di ritardo, con un'età media alla laurea che schizza a ben 30,6 anni.
Studenti lavoratori: i più penalizzati dai ritardi
Ad allungare a dismisura i tempi di conseguimento del titolo (la cui media generale per le triennali si attesta a 24,5 anni di età) è anche il tipo di studente.
A "soffrire" maggiormente e ad accumulare i ritardi più grandi sono, come è facilmente intuibile, gli studenti-lavoratori: dovendo dividere il proprio impegno e le energie tra due attività ugualmente importanti, finiscono per impiegare in media il 27% di tempo in più per ottenere la corona d'alloro.
Al contrario, a terminare più velocemente sono i giovani dedicati al 100% alla vita accademica: frequentare oltre il 75% delle lezioni fa laureare prima e con voti più alti.
Discorso simile per chi riceve una borsa di studio; essendo questa spesso vincolata al superamento regolare degli esami e a una certa media, permette di accorciare i tempi del 10,7%.
Il peso schiacciante di diploma, famiglia e geografia
Ma il percorso verso il titolo è spesso rallentato anche dalle condizioni socio-economiche e dal background personale. Chi ha lacune regresse, ad esempio chi ha preso voti bassi alla Maturità, fa molta più fatica: uno studente uscito con 60/100 dalle scuole superiori impiega in media il 18,1% in più del tempo rispetto a chi si è diplomato con il massimo dei voti.
L'estrazione sociale si fa sentire in modo evidente: provenire da famiglie in cui i genitori non possiedono un titolo di studio elevato comporta un ritardo medio del 6,3% rispetto ai figli di laureati.
Infine, anche la geografia gioca un ruolo cruciale, delineando uno stivale a due velocità: gli studenti che hanno completato le scuole superiori nelle regioni del Sud Italia impiegano in media il 18% del tempo in più rispetto ai loro coetanei del Nord.