studenti seduti a lezione in aula all'università

Vuoi sapere qual è la migliore università d'Italia per il tuo futuro? 

La nuova classifica Censis università è finalmente online per aiutarti a scegliere! Quest'anno la medaglia d'oro dei mega atenei statali va ancora all'Università di Padova, seguita da Bologna e dalla Sapienza di Roma che sale sul podio superando Pisa.

Tra i grandi atenei trionfa l'Università della Calabria; Sassari conquista la prima posizione tra i medi, mentre Camerino resta davanti a tutti nella categoria dei piccoli. Se invece sogni ingegneria o architettura, il Politecnico di Milano si conferma il re indiscusso in tutta la penisola.

Scopriamo insieme la classifica Censis delle migliori università italiane per il 2026!

Indice

  1. Come funziona la classifica del Censis (in parole semplici)
  2. Mega e grandi atenei statali: chi sale e chi scende
  3. Medi e piccoli atenei statali: le sorprese sul podio
  4. Politecnici e università private: chi domina la scena?

Come funziona la classifica del Censis (in parole semplici)

Questa classifica si basa su un'analisi rigidissima che mette sotto la lente d'ingrandimento ben oltre 960 variabili diverse. I ricercatori del Censis raggruppano le università in base alla loro grandezza (dal numero di iscritti) e valutano sei aspetti fondamentali per la tua vita da studente:

  • Servizi: l'efficienza di mense, alloggi e trasporti dedicati.

  • Borse di studio: quanti aiuti economici reali vengono erogati a chi ne ha bisogno.

  • Strutture: lo stato delle aule, delle biblioteche e dei laboratori scientifici.

  • Internazionalizzazione: la facilità di andare in Erasmus e la presenza di studenti stranieri.

  • Comunicazione e servizi digitali: quanto sono veloci e chiari i siti e le app dell'ateneo.

  • Occupabilità: la percentuale di laureati che trova lavoro in tempi rapidi.

Mega e grandi atenei statali: chi sale e chi scende

Nei mega atenei statali (quelli giganti con oltre 40.000 iscritti), Padova mantiene la testa della classifica con un punteggio di 91,2, tallonata da Bologna a 87,8. La vera sorpresa è la Sapienza di Roma che scalza Pisa e si prende la terza posizione con 86,0 punti.

Perdono terreno la Statale di Milano e l'Università di Firenze, mentre l'Università di Torino cala all'ottavo posto. Chiudono la fila l'Università di Bari e la Federico II di Napoli, rispettivamente penultima e ultima.

Spostandoci sui grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), l'Università della Calabria si conferma regina assoluta con un eccezionale 91,7. Dietro di lei troviamo Pavia e una fortissima Cagliari che compie un balzo di due posizioni agguantando la medaglia di bronzo.

Nota di merito anche per l'ateneo di Chieti-Pescara che vola in avanti guadagnando ben sei posizioni.

Medi e piccoli atenei statali: le sorprese sul podio

Tra i medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti) c'è un cambio della guardia in vetta: l'Università di Sassari guadagna tre posizioni e si prende il primo posto con 93,2 punti.

Medaglia d'argento per l'Università Politecnica delle Marche, mentre sul terzo gradino del podio troviamo un pari merito tra l'Università di Trento e l'Università di Udine. Tra i piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) regna invece la stabilità:

  • Camerino si conferma prima in classifica con un punteggio stellare di 95,3.

  • Cassino difende il secondo posto con 87,3 punti.

  • Reggio Calabria sale di tre posizioni e conquista il terzo posto.

  • Macerata e Sannio si fermano subito sotto al podio, in quarta e quinta posizione.

Politecnici e università private: chi domina la scena?

Se guardiamo alla classifica speciale dei Politecnici, il Politecnico di Milano domina con un punteggio di 100,8 punti, seguito dal Politecnico di Torino e dal Politecnico di Bari, mentre lo IUAV di Venezia chiude la fila.

Per quanto riguarda gli atenei non statali, tra i grandi vince ancora la Luiss davanti a Bocconi e Cattolica. Tra i medi primeggia la Lumsa, ma si registrano gli ottimi ingressi delle "new entry" Enna Kore e Milano San Raffaele.

Tra i piccoli privati, infine, la Libera Università di Bolzano mantiene il primato assoluto, seguita dal Campus Biomedico e dalla Liuc-Università Cattaneo.

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