Sei nomi, un solo obiettivo: conquistare la fiducia di Roberto Mancini e un posto stabile in Nazionale. Dopo il poker rifilato alla Turchia, il ct ha già individuato i giovani su cui costruire l'Italia dei prossimi anni, da Antonio Vergara ad Alessio Cacciamani.
La rosa azzurra è in piena fase di ricostruzione, con la qualificazione ai prossimi Mondiali ancora da conquistare sul campo. Mancini sta alternando esperienza e freschezza, pescando sia dalla Serie A sia dai campionati esteri dove alcuni italiani giocano già da protagonisti.
Tra chi ha già esordito e chi aspetta ancora la prima convocazione, il quadro dei giovani seguiti dal ct racconta una Nazionale che prova a ripartire dal basso, senza fretta ma con un'idea precisa.
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Vergara è già un esordiente, Cacciamani resta il jolly
Antonio Vergara ha già debuttato con la maglia della Nazionale maggiore, nella sfida contro la Francia. È entrato con personalità, i calzettoni abbassati e il motore sempre acceso, confezionando anche un'occasione da gol per Kean.
Il fantasista del Napoli era finito tra le prime scelte per la fascia destra dopo l'infortunio di Zaniolo, segno che Mancini lo considerava già pronto prima ancora di schierarlo.
Diverso il percorso di Alessio Cacciamani. È titolare nel Torino dopo l'esperienza alla Juve Stabia, ma non è stato convocato nemmeno nell'Under 21 dal ct Baldini: una scelta che stride con i mezzi e le caratteristiche che il centrocampista mostra in campionato.
C'è poi Liberali, in forza al Como, che deve ancora dimostrare di aver compiuto il salto da promessa a talento vero prima di poter sperare in una chiamata azzurra.
Ahanor, Inacio e Zoma aspettano la loro occasione
Oltre a Vergara, Mancini segue altri tre profili già monitorati, osservati e convocati: Ahanor del Crystal Palace, Samuele Inacio del Borussia Dortmund e Mohamed Alì Zoma del Norimberga.
Il ct non li manda tutti insieme allo sbaraglio. Ne centellina l'utilizzo e li impiega solo nei contesti tattici giusti, aspettando il momento più utile per ciascuno.
Il monitoraggio, però, è ancora più ampio. Guardando al quadro degli osservati in Serie A, il ct segue dieci prospetti italiani: oltre a Vergara, Cacciamani e Liberali, ci sono Cisse, Mout, Romano, Fini, Palma, Ndour e Lulli.
Tra questi, Palma è fermo per infortunio, mentre Romano viene indicato tra i giocatori con possibili legami sportivi esteri: un dettaglio che Mancini non può ignorare, se vuole blindare in azzurro i talenti con doppio passaporto.
Mancini ha già lanciato 64 esordienti in Nazionale
La vocazione del ct a lanciare nuovi talenti è sotto gli occhi di tutti: 64 partite da commissario tecnico e 64 esordienti con l'Italia.
Nelle prime tre partite della nuova gestione sono arrivati sette debuttanti, segno di un ricambio generazionale già in corso e non solo annunciato.
Contro la Francia, allo Stade de France, l'età media della formazione titolare è scesa a 24 anni e 6 mesi, contro i 26 anni e 2 mesi schierati nella precedente gara giocata allo stadio Olimpico.
Contro la Turchia, intanto, hanno brillato Kayode e Sebastiano Esposito, mentre Romano resta tra i giovani che avranno altre chance: non bocciato, solo rimandato alla prossima occasione utile.