Tre esami. Tanto mancava a Valentina Barbieri per laurearsi in Ingegneria, un percorso che aveva intrapreso dopo il liceo, forte della sua passione per la matematica e la fisica.
Eppure, proprio quando il traguardo sembrava ormai a portata di mano, la creator e imitatrice ha deciso di cambiare direzione. Non perché non riuscisse a superare gli esami, ma perché aveva capito che il futuro che stava costruendo non era quello che desiderava davvero.
Oggi Valentina Barbieri è conosciuta sui social per le sue imitazioni di personaggi come Sabrina Ferilli, Ilary Blasi, Michelle Hunziker e Francesca Fagnani e sta cercando di affermarsi sempre di più anche come attrice.
Un'ambizione che l'ha portata nel cast di Ingorgo, la nuova serie corale di Prime Video ambientata nel traffico romano.
Ma dietro il successo e i video diventati virali c'è un percorso fatto di dubbi, sacrifici e scelte difficili. In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, Barbieri ha ripercorso gli anni dell'università, la decisione di dedicarsi alla recitazione e il prezzo che, a volte, può avere la ricerca continua di nuovi obiettivi.
Indice
- "Mi mancavano solo tre esami": perché Valentina Barbieri ha lasciato Ingegneria
- Dalle ripetizioni di matematica ai primi sketch su Instagram: la svolta nel 2021
- Dalla solitudine da bambina alle imitazioni: "L'abbiamo trasformata in coraggio"
- Il ricovero di 13 giorni per anemia e stress: "Il corpo, prima o poi, ti presenta il conto"
- Il futuro di Valentina Barbieri: dalla serie Ingorgo al sogno del cinema
"Mi mancavano solo tre esami": perché Valentina Barbieri ha lasciato Ingegneria
Il percorso universitario di Valentina Barbieri era cominciato con una scelta apparentemente naturale. Al liceo le piacevano le materie scientifiche e Ingegneria sembrava offrirle anche prospettive professionali rassicuranti. I risultati agli esami erano buoni, ma con il passare del tempo qualcosa aveva iniziato a cambiare.
A pesare non erano tanto le difficoltà dello studio, quanto la sensazione di stare investendo le proprie energie in un futuro nel quale non riusciva più a immaginarsi.
La creator lo racconta a Vanity Fair:
"Avevo iniziato Ingegneria perché al liceo mi piacevano matematica e fisica. Mi sembrava una scelta sensata, anche in una prospettiva lavorativa, ma a un certo punto ho capito che stavo andando avanti soprattutto per avere la sicurezza di un posto di lavoro, e non perché mi vedessi davvero in quel mondo.
Studiavo e portavo a casa dei buoni risultati, ma non ero soddisfatta".
La consapevolezza, tuttavia, non ha reso più semplice la decisione. Anche perché a separarla dalla laurea erano soltanto tre esami e alle spalle c'erano gli investimenti economici dei genitori, che avevano sostenuto i costi della sua formazione.
"L'università me l'avevano pagata i miei genitori e, per un periodo, mi sono sentita quasi in colpa".
Un sentimento che può risultare familiare a tanti universitari che, a un certo punto del percorso, iniziano a chiedersi se continuare gli studi intrapresi oppure cambiare strada, nonostante il tempo e le risorse già investiti.
Dalle ripetizioni di matematica ai primi sketch su Instagram: la svolta nel 2021
La passione per la recitazione, in realtà, accompagnava Barbieri fin da bambina. Essendo figlia unica e avendo pochi amici, trascorreva molto tempo nella propria cameretta a guardare i film Disney e a riprodurne le scene.
Un gioco che, anni dopo, si sarebbe trasformato in un progetto professionale.
Nel 2017 ha iniziato a pubblicare sketch su Instagram, scoprendo quanto le piacesse stare davanti alla telecamera. Contemporaneamente si è iscritta a un corso di recitazione, senza però interrompere immediatamente gli studi universitari.
Per finanziare la propria formazione ha svolto diversi lavori, dalle ripetizioni di matematica all'attività di hostess per la Roma Calcio. Un periodo in cui cercava di tenere aperte entrambe le possibilità: completare Ingegneria e tentare la carriera nello spettacolo.
La scelta definitiva è maturata quattro anni più tardi:
"Però, nel 2021, ho capito che, se non avessi provato davvero a recitare, me ne sarei pentita. Mi sono data due anni per capire che cosa sarebbe successo e ho cominciato a investire tutto su questa possibilità.
A un certo punto bisogna anche avere il coraggio di scegliere, altrimenti si rischia di trascorrere la vita a chiedersi come sarebbe andata".
Non si è trattato, quindi, di un cambiamento improvviso, ma di una decisione maturata attraverso anni di esperienze, formazione e lavoro.
Dalla solitudine da bambina alle imitazioni: "L'abbiamo trasformata in coraggio"
Prima di diventare uno dei volti riconoscibili della comicità sui social, Valentina Barbieri ha conosciuto anche la solitudine.
Durante l'infanzia, racconta, non aveva molti amici e passava lunghi pomeriggi da sola. Proprio in quelle ore trascorse davanti alle videocassette Disney avrebbe cominciato a sviluppare l'interesse per l'interpretazione dei personaggi.
Un ricordo che conserva ancora oggi e al quale attribuisce un significato particolare:
"Da piccola non avevo tanti amici, osservavo gli altri e, essendo figlia unica, trascorrevo molti pomeriggi nella mia cameretta a guardare le videocassette Disney e a replicare le scene dei film: forse è anche lì che è nata la mia voglia di recitare.
Ancora oggi mi capita di pensare a quella piccola Valentina, soprattutto quando raggiungo un obiettivo. È come se volessi dimostrarle che tutta quella solitudine l'abbiamo trasformata in coraggio. E spero sempre di riuscire a renderla felice".
Oggi quella capacità di osservare le persone e riprodurne gesti, espressioni e modi di parlare è diventata uno dei tratti distintivi dei suoi contenuti.
Ma la creator non vuole limitarsi alle imitazioni. In Ingorgo interpreta una poliziotta, un ruolo diverso da quelli che l'hanno resa popolare online, e sogna di cimentarsi sempre di più anche in personaggi drammatici.
Il ricovero di 13 giorni per anemia e stress: "Il corpo, prima o poi, ti presenta il conto"
Nell'intervista a Vanity Fair trova spazio anche un episodio particolarmente difficile della vita recente di Barbieri: un ricovero ospedaliero durato tredici giorni, durante il quale ha dovuto affrontare una grave anemia e problemi legati allo stress.
La creator racconta di aver accumulato numerosi impegni professionali, ai quali si erano aggiunte le difficoltà di un trasloco e la pressione di voler portare avanti ogni progetto nel migliore dei modi.
Il ricovero è arrivato dopo un periodo particolarmente intenso.
"È stato uno spavento enorme. Non ero mai stata così tanto tempo in ospedale e mi sentivo senza forze: i medici hanno individuato un disturbo ormonale legato allo stress che aveva provocato l'anemia e ho dovuto fare una trasfusione. Per fortuna adesso sto bene".
Un'esperienza che l'ha costretta a rivedere il proprio rapporto con il lavoro e con la necessità di essere continuamente produttiva. Secondo Barbieri, anche i social possono alimentare la sensazione di dover raggiungere sempre nuovi traguardi, senza concedersi il tempo di fermarsi.
"Viviamo in una società che ci chiede di andare a tremila all'ora e si ha sempre l'impressione di non aver fatto abbastanza, di dover raggiungere un altro obiettivo o di essere rimasti indietro rispetto a qualcuno. E i social amplificano questa sensazione".
Il futuro di Valentina Barbieri: dalla serie Ingorgo al sogno del cinema
La nuova esperienza in Ingorgo, dove recita anche accanto al compagno Thomas Basilico, rappresenta un ulteriore passo nel percorso artistico di Barbieri.
I due si sono conosciuti durante un laboratorio teatrale, quando entrambi stavano investendo nella formazione da attori. Oggi condividono anche il set, un'esperienza che permette loro di preparare insieme le scene e confrontarsi sui personaggi.
Per il futuro, però, Valentina guarda soprattutto al cinema e alla possibilità di interpretare ruoli sempre diversi, anche lontani dalla comicità.
"Vorrei lavorare di più nel cinema: mi piacerebbe un percorso simile a quello di Virginia Raffaele, che io adoro. Mi affascina il suo trasformismo, la capacità di diventare persone completamente diverse.
Vorrei interpretare ruoli drammatici, personaggi particolari, mettermi alla prova in situazioni che oggi non so nemmeno immaginare".
Tra i desideri c'è anche quello di doppiare un film d'animazione, tornando idealmente a quel mondo di personaggi e storie che l'aveva affascinata da bambina.
La vicenda di Valentina Barbieri non rappresenta certo un invito ad abbandonare gli studi universitari, ma racconta una delle decisioni più complesse che un giovane possa trovarsi ad affrontare: capire quando un percorso, pur offrendo risultati e prospettive, non corrisponde più alle proprie aspirazioni.
Una scelta che, nel suo caso, ha significato lasciare in sospeso tre esami e ricominciare da una passione coltivata fin dall'infanzia.