
Un presidente degli Stati Uniti che attacca il Papa su Truth alle due di notte. Che dice di non essere "un grande fan" del Pontefice ai giornalisti su una pista d'atterraggio. Che pubblica un'immagine generata dall'AI in cui si ritrae come Gesù Cristo.
E che, nel mezzo di una crisi con l'Iran, trova il tempo di scrivere che senza di lui quel Papa non esisterebbe.
Quello tra Donald Trump e Papa Leone XIV è lo scontro più surreale - e potenzialmente più esplosivo - di questo 2026. Due americani, due visioni del mondo incompatibili, e nessuna voglia di abbassare i toni.
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Perché Trump ce l'ha con Papa Leone XIV
Papa Leone XIV è il primo pontefice americano nella storia della Chiesa cattolica. Un fatto che, almeno in teoria, avrebbe dovuto renderlo quantomeno simpatico a Donald Trump. Non è andata così.
La miccia si è accesa nei giorni scorsi, quando Leone XIV ha tenuto una veglia di preghiera per la pace nella basilica di San Pietro. Il Papa aveva dichiarato: "Basta con l'idolatria dell'io e del denaro! Basta con le dimostrazioni di forza! Basta guerre! La vera forza si manifesta nel servire la vita."
Rivolgendosi ai leader mondiali aveva aggiunto: "Fermatevi! È tempo di fare la pace! Sedetevi al tavolo del dialogo e della mediazione, e non a quello dove si pianifica il riarmo e si decidono azioni mortali."
Il contesto era quello dell'ultimatum americano all'Iran. Nelle stesse ore in cui Trump aveva sentenziato "Un'intera civiltà morirà stanotte", il Papa aveva risposto che quelle parole "non sono accettabili", richiamando il diritto internazionale e la tutela della vita umana.
Per Trump è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
L'attacco su Truth: le frasi che hanno fatto il giro del mondo
A bordo dell'Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente ha pubblicato su Truth un lungo e durissimo post contro Leone XIV, definendolo "debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera."
Ma è andata ben oltre. Punto per punto, Trump ha costruito un j'accuse senza precedenti contro un Pontefice in carica:
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Sul nucleare iraniano: Trump ha accusato Papa Leone di "ritenere accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare", uno dei temi più caldi del momento, con Washington e Teheran ai ferri corti.
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Sul Venezuela: Ha scritto di non volere "un Papa che pensi che sia terribile che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che inviava enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, peggio ancora, svuotava le proprie prigioni, liberando assassini, spacciatori e omicidi."
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Sul Covid e la Chiesa: Ha attaccato Leone ricordando che "non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose."
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Sul fratello MAGA: Trump ha poi scritto di preferire "di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente MAGA. Lui ha capito tutto." Un passaggio che suona quasi come una proposta di conclave alternativo.
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La frase più clamorosa: "Se io non fossi alla Casa Bianca, non sarebbe il Pontefice" - la rivendicazione di un ruolo nell'elezione del Papa, a conferma che per Trump il confine tra potere politico e spirituale non esiste, o comunque non lo riguarda.
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L'avvertimento finale: Trump ha concluso scrivendo che Leone dovrebbe "concentrarsi sull'essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!"
La risposta del Papa: "Non ho paura di lui"
Leone XIV non si è sottratto allo scontro. Impegnato in un viaggio in Africa, il Papa ha risposto ai media dicendo di non avere "paura dell'amministrazione Trump", specificando di parlare "del Vangelo" e che continuerà a schierarsi "ad alta voce contro la guerra."
Ha poi chiuso la porta a qualsiasi botta e risposta: "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui. Non sono un politico." Una risposta misurata, quasi zen, che però, nel confronto con i post di Trump, ha il suo peso specifico.
La ciliegina sulla torta: Trump si raffigura come Gesù
Cosa c'è alla base di tutto ciò? La sensazione è che il tono dello scontro non sia né diplomatico, né politico. Come se non bastasse, infatti, Trump ha pubblicato su Truth un'immagine generata dall'intelligenza artificiale in cui è raffigurato come Gesù Cristo.
Un gesto che non lascia margini di interpretazione e che colloca la diatriba sul piano personale e provocatorio fino all'estremo.