trump takaichi
Fonte foto: LA Times

L'incontro era atteso come uno dei più delicati nella storia recente delle relazioni tra Tokyo e Washington, in un contesto di forti tensioni geopolitiche legate alla crisi USA-Iran e alle preoccupazioni per lo Stretto di Hormuz.

Non proprio lo scenario ideale per lasciarsi andare a battute fuori contesto. Eppure, quando ha ricevuto la premier giapponese Sanae Takaichi nello studio ovale della Casa Bianca, Donald Trump non ha saputo resistere. 

Durante la conferenza, un giornalista giapponese ha chiesto al Presidente USA perché gli Stati Uniti non avessero informato gli alleati prima di lanciare gli attacchi contro l'Iran.

Trump ha risposto: "Non ne abbiamo parlato con nessuno. Chi ne sa più del Giappone in fatto di sorprese? Perché non ci avete detto di Pearl Harbor, eh?"

Voleva essere una battuta per strappare una risata, ma dall'espressione della premier Takaichi è suonata più come una gaffe. Le immagini della sua faccia, visibilmente a disagio, hanno fatto il giro del mondo.

Ma a cosa si riferiva esattamente il tycoon? E cosa è successo a Pearl Harbor? Facciamo un ripassino di storia, anche in vista dell'esame di Maturità 2026!

Indice

  1. Pearl Harbor: cosa è successo il 7 dicembre 1941
  2. Dove si trova Pearl Harbor
  3. L'attacco
  4. Le conseguenze dell'attacco a Pearl Harbor

Pearl Harbor: cosa è successo il 7 dicembre 1941

L'attacco di Pearl Harbor fu un'operazione aeronavale a sorpresa condotta dalla Marina Imperiale Giapponese contro la base americana nel Pacifico, avvenuta all'alba del 7 dicembre 1941.

Dove si trova Pearl Harbor

Pearl Harbor è un porto naturale sull'isola di Oahu, nelle Hawaii, nell'Oceano Pacifico. All'epoca era - e rimane tutt'oggi - la principale base della flotta americana nel Pacifico (la Pacific Fleet).

La sua posizione strategica, a metà strada tra la costa ovest degli Stati Uniti e l'Asia orientale, la rendeva il simbolo e il cuore del potere navale americano in quell'oceano.

L'attacco

Il Giappone, nel pieno della sua espansione imperiale in Asia e nel Pacifico, cercava di neutralizzare la marina americana prima che potesse interferire con le sue operazioni militari nel Sud-Est asiatico. La decisione fu quella di colpire di sorpresa, senza dichiarazione di guerra preventiva.

All'alba del 7 dicembre, due ondate di aerei decollarono da sei portaerei giapponesi posizionate a nord delle Hawaii. In pochi minuti di attacco fu sconvolta la flotta americana ormeggiata nella baia.

Nell'attacco persero la vita oltre 2.400 americani, con più di mille militari feriti, e oltre 180 velivoli militari statunitensi furono distrutti nei loro parcheggi. Diverse corazzate vennero affondate o gravemente danneggiate, tra cui la USS Arizona, la USS Oklahoma e la USS West Virginia.

Le conseguenze dell'attacco a Pearl Harbor

Fu un'azione che determinò l'ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.

Il giorno seguente, l'8 dicembre, il presidente Franklin D. Roosevelt si presentò al Congresso e pronunciò uno dei discorsi più celebri della storia americana, definendo il 7 dicembre "il giorno dell'infamia".

Il Congresso dichiarò guerra al Giappone quasi all'unanimità. Pochi giorni dopo, Germania e Italia dichiararono guerra agli USA, trascinando definitivamente l'America nel conflitto mondiale su entrambi i fronti.

Pearl Harbor rimane ancora oggi una ferita profonda nella memoria americana, e per questo la battuta di Trump - fatta proprio davanti alla rappresentante istituzionale del Giappone - è stata accolta con imbarazzo e giudicata da molti osservatori come una gaffe diplomatica di peso non indifferente.

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