tennisti europei

Chi ha detto che l'Europa è soltanto la patria del grande calcio? Guardando agli ultimi 89 tornei del Grande Slam, cioè Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open, 88 sono stati vinti da tennisti europei.

In mezzo a questa distesa quasi ininterrotta di successi ce n’è soltanto uno arrivato da un altro continente: quello dell’argentino Juan Martín del Potro, campione agli US Open del 2009. Da allora? Europa, Europa e ancora Europa.

Indice

  1. Nel 2026 quattro Slam su quattro sono rimasti in Europa
  2. Per trovare l’ultimo campione non europeo bisogna tornare al 2009
  3. E pensare che negli anni '70 dominava l'Australia

Nel 2026 quattro Slam su quattro sono rimasti in Europa

Anche la stagione appena conclusa lo dice chiaramente.

Agli Australian Open ha vinto lo spagnolo Carlos Alcaraz, diventando anche il più giovane uomo della storia a completare il Career Grand Slam. A Parigi è arrivato il primo Major del tedesco Alexander Zverev, che ha conquistato il Roland Garros. Poi Jannik Sinner si è preso Wimbledon.

E agli US Open Zverev ha fatto addirittura doppietta, battendo in finale l'americano Ben Shelton e conquistando il secondo Slam della sua stagione. Risultato: quattro tornei, tre campioni diversi, tutti europei.

Stavolta gli Stati Uniti erano andati davvero vicini a spezzare la serie. Shelton era arrivato fino all'ultimo atto a New York, ma nemmeno il fattore casa è bastato.

Per trovare l’ultimo campione non europeo bisogna tornare al 2009

La data da cerchiare è il 2009. Juan Martín del Potro aveva appena 20 anni quando a New York batté Roger Federer in cinque set e conquistò quello che sarebbe rimasto il suo unico titolo del Grande Slam. È ancora oggi l’ultimo tennista non europeo ad aver vinto un Major maschile.

L'ultimo americano capace di vincere uno Slam è stato Andy Roddick agli US Open del 2003. Nel 2026 Shelton ha avuto l’occasione di interrompere un digiuno lungo 23 anni, ma Zverev gli ha sbarrato la strada.

Un dato che fa ancora più impressione se pensiamo a quanto gli statunitensi abbiano segnato la storia di questo sport con nomi come Jimmy Connors, John McEnroe, Andre Agassi e Pete Sampras.

E pensare che negli anni '70 dominava l'Australia

Il tennis maschile non è sempre stato una faccenda quasi esclusivamente europea.

Negli anni Settanta, ad esempio, i giocatori australiani portarono a casa nove titoli Slam. Era l'epoca di campioni come Ken Rosewall e John Newcombe, mentre anche gli Stati Uniti continuavano a essere una presenza fissa nelle fasi finali dei tornei più importanti.

Negli anni successivi gli Stati Uniti continuarono a produrre campioni capaci di segnare intere epoche, da John McEnroe a Pete Sampras, fino ad Andre Agassi. Poi gli equilibri hanno iniziato a cambiare e, soprattutto dagli anni Duemila, l’Europa ha praticamente monopolizzato i Major. 

Non è difficile capire perché pensando a ciò che è successo negli ultimi vent'anni: prima l'era di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, poi l'arrivo di una nuova generazione guidata da Alcaraz e Sinner, a cui nel 2026 si è aggiunto definitivamente anche Zverev.

Cambiano i nomi, insomma, ma per il resto del mondo il problema rimane lo stesso: come si fa a riportare uno Slam fuori dall'Europa? Dopo 88 vittorie europee negli ultimi 89 tentativi, chi ci riuscirà avrà sicuramente interrotto una delle serie più impressionanti dello sport contemporaneo.

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