Frame video della studentessa che pulisce

Un video di Maria Vittoria Terrosi mentre raccoglie i rifiuti sulla tangenziale di Bologna ha conquistato centinaia di commenti e messaggi di apprezzamento sui social. la studentessa ha 25 anni, è originaria di Grosseto e studia Scienze della comunicazione all'Università di Bologna.

Il gesto è arrivato venerdì, alla fine del corteo contro il carovita che ha occupato la tangenziale della città. Anche lei aveva partecipato alla manifestazione.

Indice

  1. La tangenziale ripulita con una busta sola
  2. Dal corteo ai social, un gesto diventato virale
  3. Scout, famiglia e i tifosi giapponesi
  4. Un corteo pacifico da 50mila persone

La tangenziale ripulita con una busta sola

Mentre il corteo si disperdeva, la studentessa si è fermata a raccogliere da terra bottiglie di plastica e altri oggetti lasciati dai manifestanti. Con lei c'erano i suoi due coinquilini, che si sono messi a pulire al suo fianco.

Il sacchetto l'ha recuperato sul momento. "Ho chiesto una busta a dei ragazzi che erano lì, e ho iniziato a togliere le cose da terra", ha raccontato al Tirreno.

Di spazzatura però non ce n'era così tanta, anzi. "Rispetto alle circa 50mila persone che eravamo, i rifiuti che sono stati lasciati per strada, e quindi che abbiamo raccolto, sono stati davvero pochi", ha spiegato. E ha aggiunto: "Avevamo una busta sola, ma se avessimo avuto anche solo due buste, avremmo raccolto tutto quello che c'era per terra".

Dal corteo ai social, un gesto diventato virale

A riprenderla con lo smartphone è stato un altro partecipante al corteo, che ha poi pubblicato le immagini online. In poche ore il volto della studentessa ha fatto il giro del web, con migliaia di like e commenti, tra cui tanti ringraziamenti.

Lei, però, ridimensiona tutto. "Non pensavo di ricevere questa attenzione mediatica, credo di aver fatto una cosa normalissima", ha detto al Tirreno. Al Corriere di Bologna ha aggiunto di essere "ancora piuttosto stranita" dai messaggi che continua a ricevere.

La studentessa ribadisce poi che non era l'unica. "Ho visto che in altri momenti della manifestazione è successo che qualcuno pulisse", ha precisato. Quanto all'idea di diventare un simbolo, la considera "una responsabilità che non so se riuscirei ad assumermi".

Scout, famiglia e i tifosi giapponesi

Allora, da dove nasce la scelta di fermarsi? La risposta, per Terrosi, sta in casa e negli scout. "È un gesto che cerco di trasmettere come caposcout. È frutto dell'etica che ho ricevuto dall'educazione in famiglia, un gesto che avevo già visto in Italia e anche all'estero", ha spiegato al Resto del Carlino.

"Avevo visto un video dei tifosi giapponesi che ripulivano gli spalti dopo una partita. Mi era sembrato un gesto bellissimo e mi ero ripromessa che, trovandomi in una situazione simile, avrei cercato di fare altrettanto", ha raccontato al Corriere di Bologna.

"Siamo cresciuti con le manifestazioni per il clima, quando frequentavamo ancora le superiori. Credo che questo abbia contribuito a sviluppare un rispetto diverso per l'ambiente", ha detto la studentessa.

Un corteo pacifico da 50mila persone

Secondo gli organizzatori, a invadere la tangenziale di Bologna sono stati quasi cinquantamila giovani. L'asse viario è rimasto bloccato dall'ora di pranzo fino a metà pomeriggio, con studenti e lavoratori in piazza contro il carovita.

Per Terrosi la giornata "è andata benissimo". Ha raccontato: "Non ci sono stati scontri, abbiamo protestato da una parte, ma anche ballato e cantato, è stata veramente molto bella, un momento liberatorio".

E ancora: "Il nostro obiettivo era quello di manifestare il nostro disagio, creandolo di riflesso alla società, ed è stato raggiunto con la tangenziale. Non per forza dobbiamo tornare a casa malmessi".

"Andiamo avanti e dimostriamo che siamo interessati al nostro futuro. È l'ora di prenderci lo spazio che in questi anni non ci è stato dato".

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