
Per dirla con Lele Adani, se esiste un Dio del calcio, ieri sera ha rimesso ogni cosa al suo posto. Anche se Spagna-Argentina non verrà certo ricordata come la finale mondiale più spettacolare di sempre.
La partita più attesa dell’anno si è trasformata soprattutto in una sfida di nervi, povera di occasioni e deludente sul piano tecnico.
Per oltre cento minuti ha dominato la prudenza. La Spagna ha controllato il possesso del pallone, mentre l’Argentina si è concentrata quasi esclusivamente sulla fase difensiva, lasciando pochissimo spazio allo spettacolo.
Poi, però, la partita è cambiata. Prima il cartellino rosso, quindi il gol decisivo e infine un finale caotico hanno reso comunque memorabile la notte americana, anche se non sempre per i motivi giusti.
Pessima la rissa scoppiata dopo il fischio finale, innescata dall’argentino Paredes, che ha spinto Gavi a terra senza un motivo evidente.
Ancora più imbarazzante la scena della premiazione, con Donald Trump apparentemente incapace, o poco disposto, a capire che fosse arrivato il momento di lasciare spazio ai calciatori per il tradizionale rito dei festeggiamenti.
Alla fine, infatti, la Spagna si è imposta per 1-0 dopo i tempi supplementari, conquistando il secondo Mondiale della propria storia.
Indice
- Il gol di Ferran Torres al minuto 106
- Il cartellino rosso che ha complicato i piani dell’Argentina
- Il “Dibu” Martínez tiene in vita l’Argentina
- L’Argentina senza tiri nei primi 90 minuti
- L’ultima immagine mondiale di Lionel Messi
- Il duello Messi-Yamal che non si è acceso
- La rissa dopo il fischio finale
- Lo show dell’intervallo quasi più movimentato della partita
- La seconda stella della Spagna e una serie di record
- Trump non capisce quando è il momento di lasciare il palco
Il duello Messi-Yamal non c'è stato: l'eroe della serata è Ferran Torres
Il momento che ha cambiato tutto è arrivato praticamente all’inizio del secondo tempo supplementare.
Nico Williams ha prolungato il pallone verso Ferran Torres, entrato dalla panchina, che al 106’ ha trovato lo spazio per superare Emiliano Martínez. È stato il ventesimo tentativo della Spagna, dopo una partita trascorsa quasi interamente nella metà campo argentina.
In una finale costruita intorno al confronto tra Lionel Messi e Lamine Yamal, l’eroe che non ti aspetti.
Il cartellino rosso che ha complicato i piani dell’Argentina
Poco prima dei supplementari, l’Argentina era rimasta in dieci uomini.
Enzo Fernández è stato espulso nel recupero del secondo tempo per un intervento su Pau Cubarsí. Una decisione pesantissima: la squadra di Lionel Scaloni aveva già rinunciato quasi completamente ad attaccare e si è ritrovata a dover affrontare altri trenta minuti con un giocatore in meno.
La Spagna ha continuato a muovere il pallone, allargando la difesa argentina fino a trovare finalmente il varco decisivo. Il gol di Torres è arrivato pochi minuti dopo, quando la resistenza dell’Albiceleste iniziava a mostrare le prime crepe.
Il “Dibu” Martínez tiene in vita l’Argentina
Prima del gol, la Spagna aveva costruito abbastanza occasioni per chiudere la partita molto prima.
A impedirlo è stato soprattutto Emiliano “Dibu” Martínez. Il portiere argentino ha respinto diversi tentativi spagnoli e ha permesso alla sua squadra di restare sullo 0-0 fino ai supplementari. Il commissario tecnico Luis de la Fuente ha riconosciuto apertamente che le sue parate avevano rinviato la vittoria della Spagna.
L’Argentina senza tiri nei primi 90 minuti
Una delle statistiche più sorprendenti della finale riguarda proprio l’attacco argentino.
Nei tempi regolamentari la squadra di Scaloni non ha effettuato neppure un tiro, diventando la prima nazionale a chiudere i 90 minuti di una finale mondiale senza una conclusione.
Il primo vero tentativo è arrivato solamente nella parte conclusiva dei supplementari, quando l’Argentina era già sotto di un gol e giocava in dieci.
La Spagna è riuscita a tenere Messi e compagni lontani dalla propria area, impedendo all’Albiceleste di utilizzare quella capacità di reagire nel finale che l’aveva salvata più volte durante il torneo.
L’ultima immagine mondiale di Lionel Messi
Per Lionel Messi quella del New Jersey potrebbe essere stata l’ultima partita in un Mondiale.
A 39 anni, il capitano argentino cercava il secondo titolo consecutivo dopo il successo del 2022. Arrivava alla finale con otto gol e quattro assist nel torneo, ma contro la Spagna non è riuscito a trovare spazi né a costruire una delle sue solite giocate decisive.
Messi è comunque diventato il secondo calciatore della storia, dopo il brasiliano Cafu, a giocare tre finali mondiali. La sua serata si è però conclusa lontano dal pallone, mentre la Spagna festeggiava e l’Argentina provava ad accettare la fine del sogno.
La rissa dopo il fischio finale
La tensione accumulata durante la partita è esplosa pochi secondi dopo il fischio finale.
Mentre i giocatori spagnoli entravano in campo per festeggiare, Leandro Paredes ha spinto Gavi a terra. Da quel gesto è nato un confronto tra diversi calciatori delle due squadre, con spinte, urla e persone finite sul terreno di gioco.
Lionel Scaloni è intervenuto personalmente per cercare di riportare la calma. È stata un’immagine poco elegante, ma capace di raccontare la frustrazione dell’Argentina, arrivata a pochi minuti dalla possibilità di giocarsi il titolo ai rigori.
Lo show dell’intervallo quasi più movimentato della partita
La finale del Mondiale 2026 è stata anche un enorme evento di spettacolo.
Prima della partita e durante l’intervallo, il campo ha ospitato cantanti, fuochi d’artificio e star internazionali. Tra i nomi coinvolti nello show sono comparsi Madonna, Justin Bieber e Shakira. Il calcio d’inizio è slittato di circa cinque minuti, mentre la pausa tra primo e secondo tempo è durata quasi il doppio dei tradizionali quindici minuti.
Per lunghi tratti, lo spettacolo musicale è sembrato decisamente più acceso di quello visto sul terreno di gioco.
La seconda stella della Spagna e una serie di record
Con questa vittoria la Spagna ha conquistato il suo secondo Mondiale, sedici anni dopo il successo ottenuto in Sudafrica nel 2010.
La squadra di Luis de la Fuente ha terminato il torneo subendo soltanto una rete in otto partite. Inoltre, ha allungato a 38 incontri la propria serie senza sconfitte, stabilendo un nuovo record per una nazionale europea o sudamericana.
De la Fuente, a 65 anni, è diventato anche l’allenatore più anziano ad aver vinto un Mondiale. Dopo aver conquistato l’Europeo del 2024, il tecnico ha così completato un ciclo capace di unire giocatori esperti come Rodri a talenti giovanissimi come Yamal e Cubarsí.
La festa è proseguita durante la premiazione: Rodri ha ricevuto il Pallone d’Oro come miglior giocatore del torneo, Pau Cubarsí il premio come miglior giovane e Unai Simón quello come miglior portiere. La Scarpa d’Oro è invece andata a Kylian Mbappé, autore di dieci reti.
Trump non capisce quando è il momento di lasciare il palco
Tra i momenti più discussi della serata c’è stata anche una premiazione piuttosto imbarazzante.
Quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il numero uno della FIFA Gianni Infantino sono entrati in campo per consegnare le medaglie e la coppa, dagli spalti sono partiti numerosi fischi.
La situazione è diventata ancora più awkward pochi minuti dopo: una volta consegnato il trofeo al capitano Rodri, Trump è rimasto sul palco insieme ai giocatori spagnoli, proprio mentre la squadra si preparava ad alzare la Coppa del Mondo.
Il presidente statunitense ha sorriso, applaudito e alzato il pugno, finendo così nelle immagini della festa che avrebbero dovuto avere come protagonisti i nuovi campioni del mondo.
Infantino ha provato a indicargli discretamente il lato del palco, invitandolo a lasciare spazio alla squadra. Solo allora Trump si è spostato e Rodri ha potuto sollevare il trofeo circondato dai compagni.
La scena è diventata immediatamente virale, anche perché non era la prima volta. Trump aveva fatto qualcosa di molto simile durante la premiazione del Mondiale per Club 2025, quando era rimasto sul palco durante i festeggiamenti del Chelsea.