.jpg)
La patente è nel portafoglio da anni, guidi quasi ogni giorno e magari qualche volta nel traffico ti è anche capitato di chiedere : “Ma chi ti ha dato la patente?”. Adesso, però, abbiamo una domanda meno comoda per te: se dovessi rifare oggi l’esame di teoria, riusciresti davvero a superarlo?
Per la maggior parte degli automobilisti italiani, la risposta sarebbe no. Secondo una simulazione realizzata da AutoScout24 su oltre 4.000 persone già patentate, soltanto l’8% riuscirebbe a passare nuovamente il quiz.
Una percentuale molto bassa, anche se il risultato medio racconta una situazione meno disastrosa: i partecipanti hanno risposto correttamente a 15 domande su 20. La preparazione di base, quindi, resiste. A mancare sono spesso proprio quelle risposte necessarie per rientrare nel limite massimo di errori.
Indice
- Nel 2025 quasi quattro esami teorici su dieci non sono stati superati
- Oltre 4.000 patentati hanno rifatto il quiz
- La media è di 15 risposte corrette su 20
- Quali regioni hanno ottenuto i risultati migliori?
- All’esame pratico gli incroci sono il problema principale
- In città è più facile commettere errori
- Ansia ed esaminatore possono fare la differenza
Nel 2025 quasi quattro esami teorici su dieci non sono stati superati
Per molti automobilisti la patente B è ormai un ricordo lontano: i quiz, le lezioni di guida, l’ansia per l’esaminatore e, alla fine, la possibilità di mettersi al volante in autonomia.
L’esame, però, continua a mettere in difficoltà una parte consistente dei candidati. Nel 2025 sono state 919.868 le persone che hanno sostenuto la prova di teoria per conseguire la patente B. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 39,7% delle prove non è stato superato.
La percentuale più alta di bocciati è stata registrata in Trentino-Alto Adige, dove il 43,7% dei candidati non ha passato l’esame. Seguono Liguria, Lazio e Molise, tutte con il 43,4%, e la Toscana con il 43,1%.
Ma cosa succederebbe se a rimettersi alla prova fossero le persone che guidano già da anni?
Oltre 4.000 patentati hanno rifatto il quiz
AutoScout24, piattaforma attiva nel mercato automobilistico online, ha sottoposto gli automobilisti italiani a una simulazione dell’esame di teoria della patente B. L’iniziativa è stata realizzata con il supporto di Egaf Edizioni e in collaborazione con Confarca e Unasca, le principali associazioni italiane di autoscuole.
Alla simulazione hanno partecipato oltre 4.000 utenti della community di AutoScout24 in possesso della patente B da almeno cinque anni. Il test era composto da 20 domande selezionate tra quelle convalidate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e utilizzate durante gli esami ufficiali.
Oggi la prova teorica reale prevede 30 quesiti e permette di commettere al massimo tre errori. Per mantenere la stessa proporzione, nella simulazione i partecipanti potevano sbagliare non più di due risposte su 20. Solo l’8% è riuscito a rispettare questo limite.
La media è di 15 risposte corrette su 20
Il risultato non significa che gli automobilisti coinvolti abbiano completamente dimenticato il Codice della strada.
A livello nazionale, infatti, i partecipanti hanno risposto correttamente in media a 15 domande su 20. Un punteggio discreto, ma non sufficiente per superare la prova secondo i criteri stabiliti.
Gli errori più frequenti hanno riguardato soprattutto i quesiti sulla segnaletica e la corretta interpretazione delle situazioni stradali.
Il dato non mette necessariamente in discussione l’esperienza maturata al volante. Mostra però quanto la guida non possa basarsi soltanto sugli automatismi acquisiti con il tempo.
Segnali, norme e comportamenti corretti possono evolvere. Rimettersi alla prova può quindi essere un modo semplice per capire quanto si è ancora aggiornati.
Quali regioni hanno ottenuto i risultati migliori?
Nella simulazione di AutoScout24, la percentuale più alta di promossi è stata registrata in Trentino-Alto Adige, con il 12%.
Seguono l’Abruzzo con l’11,9%, l’Umbria con l’11,7%, la Toscana con l’11,2% e la Basilicata con l’11,1%.
In fondo alla classifica si trova invece la Calabria, dove soltanto il 3,9% dei partecipanti avrebbe superato il quiz. Poco sopra ci sono le Marche con il 4,1%, mentre Sardegna e Sicilia raggiungono entrambe il 5,3%.
Il Trentino-Alto Adige presenta quindi una situazione particolare: è la regione con la percentuale più alta di promossi nella simulazione tra chi possiede già la patente, ma anche quella che nel 2025 ha registrato il maggior numero di bocciati nella prova teorica ufficiale.

All’esame pratico gli incroci sono il problema principale
La teoria è soltanto una parte del percorso necessario per ottenere la patente. Durante l’esame pratico non contano solo la tecnica e la familiarità con l’automobile.
Bisogna anche saper gestire il traffico, leggere rapidamente ciò che accade sulla strada e mantenere il controllo emotivo mentre si viene valutati.
Secondo una rilevazione condotta tra le autoscuole associate a Confarca e Unasca, gli errori che compromettono più spesso la promozione riguardano gli incroci, indicati dal 59% delle autoscuole intervistate.
Al secondo posto, con il 48%, si trovano gli elementi e le caratteristiche stradali più particolari, come rotonde, passaggi a livello, fermate di autobus o tram, attraversamenti pedonali, gallerie, salite e discese.
Tra le difficoltà più frequenti rientrano anche il parcheggio e l’uscita dallo spazio di sosta, segnalati dal 41,4% delle autoscuole. I cambiamenti di direzione e di corsia sono stati indicati dal 31% degli intervistati. La stessa percentuale riguarda il sorpasso e il superamento degli ostacoli.

In città è più facile commettere errori
Anche il contesto nel quale si svolge l’esame può influire sul risultato. Per il 72% delle autoscuole, la dimensione della città, la difficoltà delle strade e la quantità di traffico incidono molto o abbastanza sull’esito della prova.
Il 93% degli intervistati considera la strada urbana il contesto nel quale i candidati incontrano maggiori difficoltà o commettono più errori. A mettere maggiormente alla prova gli aspiranti automobilisti sono quindi le zone residenziali e le strade con limiti di velocità fissati a 30 o 50 chilometri orari.
In queste situazioni bisogna controllare contemporaneamente precedenze, segnaletica, pedoni, altri veicoli e possibili cambiamenti del traffico.
Ansia ed esaminatore possono fare la differenza
Durante la prova pratica non pesa soltanto ciò che accade sulla strada. Secondo l’86% delle autoscuole coinvolte nella rilevazione, l’ansia del candidato può incidere sul risultato dell’esame.
Per il 90%, anche l’atteggiamento dell’esaminatore può influire sul livello di stress percepito durante la prova.
L’esame di guida diventa quindi anche una prova di lucidità. Conoscere le regole e saper controllare l’automobile è fondamentale, ma la vera difficoltà può essere riuscire a fare entrambe le cose mentre si è sotto pressione.
Per chi la patente l’ha già conquistata da tempo, resta una sfida: rifare qualche quiz e scoprire se oggi riuscirebbe ancora a superare l’esame. Se vuoi metterti alla prova, a questo link è possibile svolgere in modo gratuito ed anonimo il test.