
Ventidue medaglie complessive - otto ori, quattro argenti e dieci bronzi - e la certezza di essere di fronte alla nazionale più forte di sempre: con le gare ancora in corso, l’Italia ha superato il record assoluto di medaglie in una singola edizione dei Giochi invernali, che resisteva da Lillehammer 1994, firmando la miglior performance di sempre.
Il culmine della cavalcata azzurra la scorsa domenica: Brignone trionfa nel gigante conquistando l'oro (il secondo in pochi giorni!), mentre nel snowboard cross misto a squadre Sommariva e Moioli si tingono d'argento. Il trionfo di Vittozzi, poi, regala all'Italia un altro oro indimenticabile.
È giusto precisare che le passate edizioni prevedevano un calendario meno ricco rispetto all'attuale (gli sport da competizione erano molti meno), ma questo non sminuisce affatto la straordinaria impresa realizzata dai nostri campioni tra le mura di casa.
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Lo storico delle Olimpiadi Invernali: da Cortina ’56 a oggi
E per capire la portata del risultato di Milano-Cortina 2026, vale la pena fare un passo indietro e ripercorrere la storia olimpica invernale dell’Italia.
Il primo grande appuntamento in casa è Cortina d’Ampezzo 1956. L’Italia chiude con 3 medaglie complessive: un bilancio modesto per gli standard di oggi, ma in linea con un movimento che, allora, era ancora agli albori nel nostro Paese.
Negli anni ’60 e ’70 l’Italia cresce gradualmente, soprattutto nello sci alpino. Grenoble 1968 (4 medaglie), Sapporo 1972 (5) e Innsbruck 1976 (4) fotografano una progressione costante, pur lontana dalle superpotenze.
La vera svolta arriva tra anni ’80 e ’90, quando iniziano a consolidarsi successi e volti che diventano simbolo. Sarajevo 1984 porta 2 medaglie, Calgary 1988 sale a 5, ma è soprattutto Lillehammer 1994 a segnare il primo vero checkpoint: l’Italia conquista 20 medaglie (7 ori, 5 argenti, 8 bronzi), stabilendo allora il proprio record storico.
Sono gli anni di Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Manuela Di Centa: campioni che portano lo sport invernale italiano nella cultura pop, oltre che sul podio.
Il nuovo millennio alterna continuità e alti e bassi. Salt Lake City 2002 vale 13 medaglie, mentre Torino 2006, l’altra Olimpiade in casa, chiude con 11 medaglie (ma con 5 ori, a conferma di una squadra capace di colpire in alto).
Vancouver 2010 segna una flessione netta con 5 medaglie, prima della ripresa: Sochi 2014 porta 8 medaglie, PyeongChang 2018 ne porta 10 con 3 ori.
Il salto più evidente, però, arriva a Pechino 2022: l’Italia conquista 17 medaglie (2 ori, 7 argenti, 8 bronzi), il miglior risultato del nuovo corso e uno dei migliori di sempre, anticipando la maturità di una intera generazione di campionesse: tra le altre, Sofia Goggia, Federica Brignone e Arianna Fontana.

Milano-Cortina 2026: un'Olimpiade che ricorderemo a lungo
Arriva poi Milano-Cortina 2026, con l'Italia nuovamente protagonista davanti al proprio pubblico. E, almeno fino a questo momento, si tratta di un'Olimpiade a chiara impronta femminile.
L'emblema è Federica Brignone, autrice di una straordinaria doppietta sulle nevi alpine con due ori (prima nel super-G, successivamente nel gigante).
Nello short track, Arianna Fontana prosegue nella sua leggendaria cavalcata: tra l'argento conquistato nei 500 metri e l'oro nella staffetta, raggiunge quota 13 medaglie olimpiche, primato assoluto italiano.
Nel pattinaggio di velocità emerge anche Francesca Lollobrigida, che in questi Giochi conquista due ori, dimostrando che maternità e ambizioni sportive possono convivere senza compromessi.
Ed è così che, podio dopo podio, gli azzurri hanno raggiunto quello che fino a ieri appariva come un traguardo irraggiungibile: superare il record storico di medaglie italiane ai Giochi Invernali.