pikachu torneo

Qualche giorno fa abbiamo lanciato un torneo nelle nostre stories Instagram: otto Pokémon, quattro sfide al primo turno, un solo vincitore. Le coppie erano già di per sé incandescenti - Pikachu contro Charizard, Blastoise contro Gengar, Mewtwo contro Greninja, Lucario contro Eevee.

Il tipo di bracket che divide amicizie e riapre dibattiti sepolti dagli anni '90. I quarti di finale hanno parlato chiaro: Pikachu ha eliminato Charizard - il Pokémon da copertina, quello che tutti volevano nella prima run di Rosso e Blu.

Blastoise ha battuto Gengar. Mewtwo ha superato Greninja. Eevee, il Pokémon più coccoloso del roster, ha fatto fuori Lucario in un risultato che non tutti si aspettavano. E andando avanti le cose si sono fatte ancora più interessanti, e adesso ti spieghiamo perché.

Indice

  1. Pikachu vince contro tutti
  2. Non doveva essere lui la mascotte del franchise
  3. Trent'anni di presenza totale

Pikachu vince contro tutti

In semifinale Pikachu ha eliminato Blastoise, Mewtwo ha fatto lo stesso con Eevee. Finale dei finali: il topolino giallo contro il Pokémon leggendario più potente mai creato. Non c'è stata storia: Pikachu ha vinto il torneo.

Non è una sorpresa. È la conferma che, a trent'anni di distanza e con oltre mille specie di Pokémon sviluppate da Game Freak (software house giapponese), l'iconico topolino giallo della prima generazione è ancora il più amato di tutti.

Il successo di Pikachu non è frutto del caso: è il risultato di scelte di design precise, intuizioni brillanti e di una costruzione mediatica intelligente.

Pikachu è costruito su linee morbide e geometriche, con un corpo tondeggiante, testa grande, occhi ampi e neri, guance rosse circolari: una silhouette immediatamente riconoscibile, leggibile anche in scala ridotta, aspetto fondamentale per un gioco su Game Boy.

Il giallo non è casuale: l'antropologo Joseph Tobin ha sottolineato come il colore giallo, quale colore primario, renda Pikachu facilmente riconoscibile dai bambini anche a grande distanza.

All'epoca esisteva un solo altro personaggio dello stesso colore, considerato molto amato dai bambini: l'orsetto Winnie the Pooh.

A tutto questo si aggiunge l'estetica kawaii - quella tenerezza tipicamente giapponese che lo rende apparentemente innocuo e irresistibile allo stesso tempo. È gender-neutral, risponde quindi all'esigenza di piacere sia ai bambini che alle bambine.

Un dettaglio non da poco per un franchise che puntava a conquistare tutto il mercato.

Non doveva essere lui la mascotte del franchise

Pochi lo sanno, ma Pikachu non era la prima scelta. Durante gli stadi iniziali della progettazione del franchise, Pikachu venne scelto come protagonista del merchandising insieme a Clefairy. Fu solo con l'arrivo dell'anime che le cose cambiarono per sempre.

Dopo essere stato scelto come personaggio principale della serie animata Pokémon a fianco di Ash Ketchum, Pikachu è diventato la mascotte ufficiale del franchise. 

E il legame con Ash è forse la cosa più importante di tutte: a differenza degli altri Pokémon, Pikachu viaggia costantemente al fianco di Ash, rifiutandosi tenacemente di entrare nella propria Poké Ball.

È un dettaglio narrativo che lo rende unico: non un oggetto da catturare e gestire, ma un compagno di avventure con una sua volontà.

Trent'anni di presenza totale

Dal 1996 ad oggi, Pikachu non ha mai smesso di esserci. Appare in tutti i film Pokémon, nel Trading Card Game dove è il Pokémon più rappresentato in assoluto, ed è protagonista di videogiochi dedicati. 

È comparso nei Simpson, è stato citato in Top Gear, è stato scelto come mascotte ufficiale della squadra nazionale di calcio del Giappone per la Coppa del Mondo 2014 e in occasione della candidatura di Osaka per l'Expo 2025 il ministro degli esteri giapponese lo ha nominato ambasciatore speciale della città insieme a Hello Kitty.

Oggi Pikachu incarna perfettamente l'amore transgenerazionale per le creature tascabili: piace ai bambini per la tenerezza, agli adolescenti per la sua forza e agli adulti per la nostalgia che suscita.

Il nostro torneo lo ha solo confermato: puoi mettere in campo Mewtwo con tutta la sua potenza leggendaria, Charizard con tutta la sua iconicità, Eevee con tutta la sua simpatia. Pikachu vince lo stesso, da sempre.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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