
Oggi apriamo un sito e ci aspettiamo immagini, video, pubblicità e contenuti personalizzati. Il primo sito web della storia, invece, non aveva niente di tutto questo: era formato quasi esclusivamente da testo e collegamenti ipertestuali.
Si chiamava info.cern.ch e la prima pagina principale si trovava all’indirizzo: http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html (tutt'ora online).
A crearla fu lo scienziato britannico Tim Berners-Lee mentre lavorava al CERN di Ginevra. La pagina era dedicata a un progetto ancora sconosciuto alla maggior parte delle persone, ma destinato a cambiare il modo in cui studiamo, lavoriamo, comunichiamo e cerchiamo informazioni: il World Wide Web.
Indice
Internet esisteva già, il Web ancora no
Prima di raccontare come appariva il sito, bisogna chiarire una distinzione importante: Tim Berners-Lee non inventò Internet.
Le reti informatiche capaci di collegare computer distanti esistevano già. Mancava però un sistema semplice e universale per organizzare documenti, collegarli tra loro e consultarli attraverso un programma accessibile agli utenti.
Nel marzo del 1989 Berners-Lee presentò al CERN una proposta per migliorare lo scambio di informazioni tra scienziati, università e centri di ricerca.
L’idea era quella di costruire una rete di documenti connessi attraverso l’ipertesto: cliccando su una parola o su un riferimento, l’utente avrebbe potuto raggiungere immediatamente un’altra pagina.
Il responsabile di Berners-Lee, Mike Sendall, annotò sulla proposta un giudizio diventato celebre: “Vague, but exciting”, cioè “Vago, ma interessante”.
Nel 1990 Berners-Lee sviluppò gli elementi fondamentali necessari a trasformare quell’idea in qualcosa di funzionante: il primo server web, il primo browser-editor e le tecnologie alla base delle pagine e dei collegamenti. Entro il Natale di quell’anno il sistema era già dimostrabile all’interno del CERN.
Che cosa mostrava il primo sito web
Il primo sito aveva un obiettivo decisamente pratico: spiegare che cosa fosse il World Wide Web e aiutare altre persone a utilizzarlo.
La pagina principale descriveva il WWW come un sistema pensato per offrire un accesso universale a un grande insieme di documenti. Da lì si potevano raggiungere sezioni dedicate alla storia del progetto, alle persone coinvolte, ai programmi disponibili e alle caratteristiche tecniche del sistema.
C’erano anche istruzioni per ottenere il codice, creare un server e contribuire allo sviluppo del Web. Niente homepage costruite per catturare l’attenzione, quindi. Il contenuto era essenziale:
- un titolo;
- brevi spiegazioni;
- elenchi di argomenti;
- collegamenti verso altre pagine;
- documentazione tecnica.
Il sito non conteneva fotografie, video, banner, animazioni o elementi social. Anche l’aspetto grafico poteva cambiare in base al browser utilizzato: colori e stile dei link dipendevano infatti dal programma con cui si apriva la pagina.
Il dato certo è che il documento era composto essenzialmente da testo e collegamenti, senza il design visivo che oggi associamo a un sito web.
Quando il primo sito diventò pubblico
Il sito e gli strumenti del World Wide Web furono inizialmente utilizzati all’interno del CERN.
Nel marzo del 1991 il browser testuale venne distribuito a un pubblico limitato sui computer del laboratorio, mentre nel maggio dello stesso anno il software diventò disponibile in modo più ampio sulle macchine centrali dell’organizzazione.
Il passaggio decisivo arrivò il 6 agosto 1991, quando Tim Berners-Lee presentò pubblicamente il progetto nel gruppo di discussione online.
Nel messaggio spiegava che il World Wide Web permetteva di creare collegamenti tra informazioni conservate in luoghi e sistemi differenti e indicava come ottenere il software necessario per provarlo.
È per questo che il 6 agosto viene spesso ricordato come il momento in cui il Web uscì dal CERN e si presentò al resto del mondo.
All’inizio, naturalmente, quasi nessuno poteva navigare come facciamo oggi. I server erano pochissimi, le pagine disponibili erano soprattutto documenti tecnici e l’accesso richiedeva computer e programmi che non erano presenti nelle case della maggioranza delle persone.
Il primo browser creato da Berners-Lee, chiamato anch’esso WorldWideWeb, funzionava solamente sui computer con sistema operativo NeXTStep. Per rendere il progetto più accessibile venne quindi sviluppato anche il Line Mode Browser, capace di funzionare su numerosi terminali e di mostrare le pagine riga per riga.
Il primo server aveva un avvertimento molto chiaro
Il primo sito era ospitato direttamente sul computer di lavoro di Berners-Lee: una workstation NeXT, una macchina molto avanzata per l’epoca che svolgeva anche il ruolo di server web. Sul computer venne applicato un adesivo rosso con un avvertimento scritto a mano:
“This machine is a server. DO NOT POWER IT DOWN!!”
In italiano: “Questa macchina è un server. NON SPEGNERLA!”.
Un messaggio comprensibile: spegnere quel computer avrebbe significato rendere irraggiungibile il primo sito web del mondo. La stessa macchina venne utilizzata da Berners-Lee per sviluppare il server, il browser e l’editor del World Wide Web.