meme dimenticati internet

Prima che ogni settimana arrivasse un nuovo trend da replicare, i meme avevano una vita molto più lunga. Un’immagine poteva rimanere online per anni, attraversare forum, blog, Facebook e Tumblr, cambiare significato decine di volte e diventare una specie di linguaggio condiviso o, almeno, qualcosa di riconoscibile da tutti.

Il bello è che spesso bastavano un gatto fotografato nel momento giusto, un disegno realizzato con Paint o una frase scritta in Comic Sans.

Molti di quei meme oggi sembrano reperti archeologici. Eppure hanno costruito buona parte dell’umorismo che utilizziamo ancora sui social: ecco quali sono stati i più iconici!

Indice

  1. LOLcats: quando Internet ha iniziato a far parlare i gatti
  2. Keyboard Cat: il pianista chiamato a chiudere ogni figuraccia
  3. Awesome Face: l’emoji prima delle emoji
  4. Trollface, Me Gusta e Forever Alone: l’epoca delle Rage Comics
  5. Philosoraptor: le domande inutili che sembravano profondissime
  6. “Loss”: il meme nascosto che Internet continua a riconoscere
  7. Nyan Cat: dieci secondi ripetuti all’infinito
  8. Grumpy Cat: la faccia perfetta per dire “no”
  9. Doge: molto wow, così Internet
  10. The Dress: il giorno in cui Internet litigò su due colori
  11. Dat Boi: una rana sul monociclo senza alcuna spiegazione
  12. Stonks: l’economia spiegata male da Meme Man

LOLcats: quando Internet ha iniziato a far parlare i gatti

Uno dei primi grandi linguaggi collettivi del web è stato quello dei LOLcats: fotografie di gatti accompagnate da frasi in inglese volutamente scorretto, spesso scritte in caratteri grandi e bianchi.

Il formato iniziò a circolare su 4chan attorno al 2005 attraverso i post del “Caturday”, il giorno della settimana dedicato alle immagini feline. La formula esplose poi su siti come I Can Has Cheezburger?, trasformando espressioni sgrammaticate come “I can has…” in un dialetto riconoscibile anche da chi non frequentava direttamente i forum.

Keyboard Cat: il pianista chiamato a chiudere ogni figuraccia

Un gatto con una maglietta azzurra che suona una tastiera: difficile immaginare un’immagine più adatta alla prima Internet. Il filmato originale di Keyboard Cat fu registrato nel 1984 dall’artista Charlie Schmidt, che muoveva le zampe del suo gatto Fatso.

Il video venne caricato su YouTube nel 2007, ma diventò un meme nel 2009, quando gli utenti iniziarono a inserirlo alla fine di video imbarazzanti o fallimenti con il messaggio implicito: “Portatelo via dal palco”.

Awesome Face: l’emoji prima delle emoji

Occhi rivolti verso l’alto, bocca spalancata e un entusiasmo quasi inquietante. Awesome Face, conosciuta anche come Epic Smiley, fu una delle reaction più utilizzate nei forum tra la fine degli anni Duemila e l’inizio del decennio successivo.

Poteva esprimere approvazione sincera, entusiasmo esagerato oppure sarcasmo. Il suo significato dipendeva completamente dal contesto, proprio come accade oggi con molte emoji.

Trollface, Me Gusta e Forever Alone: l’epoca delle Rage Comics

Tra il 2008 e i primi anni Dieci, i meme non erano soltanto immagini isolate. Venivano utilizzati per costruire brevi fumetti chiamati Rage Comics, nei quali ogni faccia rappresentava un’emozione o una situazione.

  • Trollface, disegnato nel 2008 da Carlos Ramirez, era il volto di chi provocava gli altri online e si divertiva a osservare le conseguenze. Il termine “trollare” esisteva già, ma quella faccia gli diede un’identità visiva praticamente universale.

  • Me Gusta, comparso nel 2010, serviva invece a rappresentare un piacere strano, imbarazzante o difficilmente confessabile. Non era una semplice espressione soddisfatta: era il volto di chi apprezzava qualcosa che probabilmente non avrebbe dovuto apprezzare.

  • Forever Alone incarnava la solitudine, il rifiuto e quelle scene in cui tutti sembravano avere una vita sociale tranne il protagonista. La sua prima diffusione viene generalmente collocata nel 2010, anche se spesso viene associato all’intera stagione dei Rage Comics iniziata l’anno precedente.

Philosoraptor: le domande inutili che sembravano profondissime

Un velociraptor pensieroso accompagnato da una domanda assurda. Philosoraptor trasformava giochi di parole, dubbi esistenziali e paradossi da conversazione notturna in finte riflessioni filosofiche.

L’illustrazione originale fu realizzata nel 2008 da Sam Smith per una maglietta. In seguito venne adottata dagli utenti come template per domande apparentemente profonde, ma spesso completamente inutili.

“Loss”: il meme nascosto che Internet continua a riconoscere

Nel 2008 il webcomic Ctrl+Alt+Del pubblicò una striscia drammatica composta da quattro vignette. La scena, molto diversa dal tono abituale del fumetto, venne rapidamente parodiata fino a essere ridotta a una sequenza minimale di linee:

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Da quel momento Loss divenne una specie di codice segreto. Gli utenti iniziarono a nascondere la struttura delle quattro vignette dentro fotografie, loghi, videogiochi e altri meme. La battuta non era più il contenuto originale: era riuscire a riconoscere lo schema nel posto più improbabile.

Nyan Cat: dieci secondi ripetuti all’infinito

Un gatto in pixel art con il corpo di una merendina, in volo nello spazio e seguito da un arcobaleno. Sopra, una canzone giapponese ripetuta senza sosta.

Nyan Cat diventò virale nel 2011 dopo l’unione tra la GIF creata da Chris Torres e una versione della canzone “Nyanyanyanyanyanyanya!”. Nacquero siti che permettevano di lasciare l’animazione attiva senza interruzioni, giochi e infinite reinterpretazioni.

Grumpy Cat: la faccia perfetta per dire “no”

Nel 2012 alcune fotografie di una gatta chiamata Tardar Sauce furono pubblicate su Reddit. La sua espressione naturalmente contrariata la trasformò subito in Grumpy Cat.

Le immagini venivano accompagnate da frasi pessimistiche: situazioni normalmente considerate positive erano seguite da commenti come “Odio anche questo”. La gatta divenne una celebrità internazionale, protagonista di apparizioni pubbliche, merchandising e campagne promozionali.

Doge: molto wow, così Internet

Poche immagini hanno superato i confini del meme quanto Doge. La protagonista era Kabosu, una Shiba Inu fotografata dalla sua proprietaria Atsuko Sato nel 2010.

Le immagini venivano ricoperte di frasi in Comic Sans, disposte intorno al cane come un monologo interiore: “such wow”, “very skill”, “much impressive”. Il meme raggiunse la massima popolarità nel 2013 e ispirò anche la nascita della criptovaluta Dogecoin.

The Dress: il giorno in cui Internet litigò su due colori

Nel febbraio 2015 una fotografia apparentemente banale divise il web: il vestito era bianco e oro oppure blu e nero?

La risposta corretta era blu e nero, ma le condizioni di luce dell’immagine portavano molte persone a percepirlo diversamente. La discussione raggiunse dimensioni globali e offrì anche agli scienziati un caso particolarmente efficace per spiegare come il cervello interpreti luce e colore.

Dat Boi: una rana sul monociclo senza alcuna spiegazione

Nel 2016 apparve una rana tridimensionale su un monociclo, accompagnata dalla frase “Here come dat boi” e dalla risposta “O shit waddup!”.

Dat Boi era l’esempio perfetto di meme assurdo: non aveva un significato preciso e proprio per questo poteva essere inserito ovunque. La rana proveniva da una vecchia libreria di clip art e aveva iniziato a circolare su Tumblr prima di esplodere su Twitter e Facebook.

Stonks: l’economia spiegata male da Meme Man

Un uomo tridimensionale e inespressivo davanti a un grafico finanziario, accompagnato dalla parola scritta male “Stonks”.

Il meme comparve nel 2017 e veniva utilizzato per commentare decisioni economiche chiaramente sbagliate presentate, però, come mosse geniali. Con il tempo Stonks uscì dalle community più surreali e diventò una reaction comune per qualsiasi scelta apparentemente strategica ma in realtà disastrosa.

La sua popolarità aumentò ulteriormente negli anni successivi, soprattutto quando investimenti, criptovalute e trading entrarono stabilmente nelle conversazioni social.

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