Martina Meola suona il piano

Il 7 ottobre, Martina Meola, pianista milanese di appena tredici anni, sale sul palco per suonare Chopin insieme all'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai. Prima di arrivare fin qui era stata premiata da una leggenda assoluta del pianoforte, Martha Argerich, che l'ha poi invitata più volte a esibirsi.

Studia al Conservatorio di Milano da quando aveva nove anni, con Silvia Limongelli, e in meno di un anno è passata dai concorsi giovanili ai palcoscenici internazionali. Ha suonato ad Amburgo e a Lucerna, ha sostituito all'ultimo momento due grandi nomi del pianoforte mondiale, eppure quando parla di sé usa un tono semplice, quasi casalingo.

Lo ha raccontato in un'intervista al Corriere della Sera, dove ha spiegato cosa significhi per lei dedicare la vita alla musica fin da bambina. "La musica è la cosa più bella del mondo, non vale un gioco o tante sciocchezze di oggi", ha detto, parlando delle eventuali rinunce della sua età.

 

Indice

  1. Martina Meola affronta Chopin con l'Orchestra Rai
  2. A nove anni è entrata al Conservatorio di Milano
  3. Liszt, Chopin e Alkan sono i suoi compositori preferiti
  4. Studia tre o quattro ore e rinuncia al liceo classico

Martina Meola affronta Chopin con l'Orchestra Rai

Il 7 ottobre Martina Meola inaugura il cartellone "Smeraldo" della Società dei Concerti, affiancata dall'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta da Guido Ceretta. Sul leggio c'è il Concerto op. 21 di Chopin, uno dei brani che la giovane pianista conosce meglio.

Non sarà l'unico appuntamento importante della stagione. L'1 e il 3 aprile si esibirà al Teatro Dal Verme con l'Orchestra "I Pomeriggi Musicali", accanto ad Alexander Lonquich, nel Concerto K 242 di Mozart per due pianoforti.

L'estate appena trascorsa l'ha già messa alla prova senza preavviso. In entrambe le occasioni ha ricevuto una standing ovation, dopo aver rimpiazzato all'ultimo momento Khatia Buniatishvili in Francia e Daniil Trifonov a Gstaad.

A nove anni è entrata al Conservatorio di Milano

Martina Meola è nata a Milano il 28 novembre 2012. Studia al Conservatorio di Milano con Silvia Limongelli dall'età di nove anni, dopo i primissimi studi pianistici seguiti altrove.

Tutto però comincia molto prima, in ambiente domestico. "I miei genitori non sono musicisti, però in casa hanno sempre ascoltato tanta musica classica", racconta. A cinque anni ha chiesto un pianoforte, i genitori gliene hanno regalato uno verticale elettronico, bianco, ed è partita da lì.

Nel marzo 2025 arriva la svolta: vince il concorso Jeune Chopin con una giuria presieduta proprio da Martha Argerich. La pianista argentina si è detta "molto impressionata" dalla sua esecuzione di una Ballata di Chopin.

Liszt, Chopin e Alkan sono i suoi compositori preferiti

"Sono i miei compositori preferiti", dice Martina parlando di Liszt, Chopin e Alkan, tre autori monumentali per qualunque pianista adulto, figuriamoci per una tredicenne. A nove anni ha letto la Divina Commedia, "una volta in versi e due trascritta", per capire meglio la Sonata "Dante" di Liszt: "Senti subito quando sei nell'Inferno o nel Paradiso".

Del Concerto op. 21 di Chopin dice che è "malinconico, ma con grande pathos". Il fa minore, sua tonalità preferita, per lei è "un mix tra blu cobalto e blu regale". Questo giusto per dare uno scorcio della sua personalità già incline all'osservazione e al dettaglio.

Nel giugno 2025 ha ricevuto il Premio Alkan per il virtuosismo pianistico romantico, un riconoscimento che conferma quanto quel repertorio le appartenga davvero.

Studia tre o quattro ore e rinuncia al liceo classico

Martina studia pianoforte tre-quattro ore al giorno. "Ormai fanno parte della mia quotidianità", dice, senza drammi: non le pesano.

Dopo la terza media rinuncia al liceo classico, anche se ama la mitologia greca e studia il greco antico da sola, per conto suo. "Avendo tanti concerti nel corso dell'anno, temo di non farcela", spiega. Tra le materie scolastiche preferisce matematica, inglese e spagnolo, quelle che "possono darmi qualcosa come musicista".

Alla domanda se abbia rinunciato a qualcosa della sua infanzia risponde senza esitazioni: "La musica è la cosa più bella del mondo". E aggiunge che viaggiare per i concerti, rispetto ai compagni di scuola, le ha fatto fare "esperienze che valgono ben più di molte altre cose".

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